Energia, prezzi in salita con la crisi

Secondo Codici il diesel supera i 2 euro e l’escalation può far crescere l’inflazione

pexels-clickerhappy-9796L’associazione Codici aggiorna il quadro relativo all’impatto economico delle tensioni nel Golfo Persico, con particolare riferimento allo scenario di un possibile attacco all’isola iraniana di Qeshm, nodo strategico nello Stretto di Hormuz.

L’isola di Qeshm rappresenta un punto nevralgico del sistema energetico globale, in quanto prossima ad uno dei principali snodi del traffico petrolifero mondiale, attraverso il quale transita circa il 20% del greggio globale. In tale contesto, anche un’azione militare circoscritta è idonea a produrre effetti immediati e rilevanti sui mercati energetici internazionali.

I dati più recenti confermano un ulteriore peggioramento del quadro:

  • il diesel self torna sopra la soglia critica dei 2 euro/litro nella quasi totalità delle regioni;
  • la benzina self sale fino a circa 1,73 euro/litro;
  • il diesel self nazionale si attesta intorno a 1,99 euro/litro, con punte oltre i 2,03 euro;
  • il diesel servito supera mediamente i 2,12 euro/litro;
  • nuovi rincari da parte degli operatori: +2 centesimi sulla benzina e +5 centesimi sul diesel.

Il quadro conferma una dinamica già evidenziata: il diesel, principale driver dei costi logistici, continua a trasferire pressione inflattiva sull’intero sistema economico. Rispetto al precedente monitoraggio, l’incremento dei prezzi risulta ulteriormente accelerato, rafforzando la natura strutturale dell’inflazione energetica già rilevata (1,5% – 1,8%).

Tali scenari non considerano che, anche con la conquista delle isole lo stretto di Hormuz sarebbe comunque impraticabile per via degli attacchi dalla terraferma.

1. Scenario a bassa intensità (attacco limitato e circoscritto)

  • Brent: 105 – 115 $
  • Gas: +10% / +20%
  • inflazione: 2,0% – 2,5%
  • impatto famiglie: 1.000 – 1.300 € annui

2. Scenario a media intensità (escalation e riduzione dei flussi)

  • Brent: 115 – 135 $
  • Gas: +25% / +50%
  • inflazione: 2,8% – 3,6%
  • impatto famiglie: 1.400 – 2.100 € annui

3. Scenario ad alta intensità (blocco dello Stretto di Hormuz)

  • Brent: 140 – 180 $
  • Gas: +60% / +120%
  • inflazione: 4% – 5,5%+
  • impatto famiglie: 2.300 – 3.800 € annui

Le nuove dinamiche dei carburanti determinano un effetto cumulativo più rapido e intenso rispetto alle stime precedenti:

  • l’inflazione energetica, già in crescita (1,5% – 1,8%), mostra una tendenza verso valori superiori al 2% già nel breve periodo;
  • il superamento stabile dei 2 euro/litro per il diesel rafforza la trasmissione inflattiva su tutta la filiera;
  • il costo della vita per le famiglie italiane evolve da una stima attuale di 600-900 euro annui fino a:

o    1.000 – 1.300 € (scenario basso)

o    1.400 – 2.100 € (scenario medio)

o    2.300 – 3.800 € (scenario alto)

La progressione osservata conferma che l’inflazione energetica è ormai strutturale, cumulativa e in accelerazione, con effetti diretti su trasporti, beni di largo consumo e servizi essenziali

“L’eventuale coinvolgimento dell’isola di Qeshm in operazioni militari – evidenzia Codici – si inserisce in un quadro già fortemente deteriorato. I nuovi aumenti dei carburanti dimostrano che l’impatto sui consumatori è già in atto e destinato ad aggravarsi rapidamente in caso di escalation, trasformando una crisi geopolitica in un incremento concreto e significativo del costo della vita”.

Source: www.irpinia24.it