Teatro e carcere ad Ariano Irpino (AV)
Spettacolo finale del progetto della Fermata Teatro con i detenuti
Domenica 11 gennaio 2026, presso l’Auditorium Comunale “Lina Wertmüller” di Ariano Irpino, ore 18:30, andrà in scena il secondo spettacolo della stagione teatrale “Quest’anno facciamo commedia” a cura de “La Fermata Teatro”. Non un appuntamento qualsiasi, perché si tratta del risultato finale di un progetto, approvato dal Provveditorato Regionale della Campania (Ministero della Giustizia), che la Compagnia arianese ha condotto, all’interno della Casa Circondariale “Pasquale Campanello” di Ariano Irpino, da settembre a dicembre 2025.
Il progetto, “OLTRE LA SCENA”, rivolto solo a detenuti aventi già diritto a permessi ordinari, si è sviluppato in tre fasi ben definite: formazione teorica, lavoro pratico e laboratoriale, e messa in scena finale, in collaborazione con esperti esterni e allievi della Scuola di Recitazione “La Fermata Teatro”.
Ogni fase è stata pensata per coinvolgere attivamente i detenuti, mentre gli esperti esterni e gli allievi della Scuola di Recitazione hanno arricchito il percorso con il loro supporto tecnico e artistico. Il risultato finale, documentato attraverso un docu-film per la regia di Carmine Vitillo, non solo celebrerà il lavoro svolto ma contribuirà anche a ridurre le distanze tra il mondo carcerario e la società civile, promuovendo la comprensione e l’inclusione.
Inoltre, l’intento è stato quello di sviluppare competenze tecnologiche per il reinserimento: trasmettere ai detenuti competenze tecniche utili per il loro futuro professionale, per esempio con l’introduzione all’uso di dispositivi digitali, software per la composizione, programmazione per PC, intelligenza artificiale e, soprattutto, allestimento di impianti audio-luci, con il workshop di illuminotecnica tenuto da Giovanni Albanese.
Per quanto riguarda invece gli aspetti più propriamente teatrali, le attività laboratoriali e i workshop di recitazione, drammaturgia e regia teatrale sono stati condotti da Gilda Ciccarelli e Francesco Teselli.
L’opera scelta, come riferimento tematico da cui partire (per poi sviluppare un testo originale, immaginato e scritto di gruppo) è stata “Il Giardino dei Ciliegi” di Anton Čechov, con al centro, non a caso, due concetti fondamentali: la transizione e la perdita. Il testo esplora, simbolicamente, il cambiamento sociale e il passaggio da un’epoca di privilegio a una di declino, una tematica che può risuonare profondamente con le storie dei detenuti, spesso in bilico tra un passato conosciuto da dover abbandonare e un futuro sconosciuto da poter accogliere.
L’ingresso è gratuito.