ANPCI, più risorse per i piccoli Comuni

Biglio e Spina chiedono fondi dedicati per le emergenze ambientali

229c6bb3-6c99-4da7-b635-79396f69ccd4L’ANPCI, Associazione Nazionale che raggruppa i comuni italiani fino a 5 mila abitanti, rappresentata dalla presidente nazionale Franca Biglio e dal presidente regionale della Campania Zaccaria Spina, nell’audizione informale presso la  VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati, nell’ambito del “Disegno di legge C. 3133 Governo, recante DL 177/2026: disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche”,
ha espresso una valutazione complessivamente positiva rimarcando tuttavia la necessità di uno status particolare per i comuni di minori dimensioni.

«Premessa la rappresentazione di un giudizio favorevole e positivo ogniqualvolta si tratti di velocizzare, rafforzare e semplificare i procedimenti in questo caso di natura ambientale ed in particolare di competenza statale e regionale e fermo restante il giudizio favorevole e positivo per l’attenzione posta alle tematiche relative all’area territoriale denominata “terra dei fuochi” – hanno affermato Franca Biglio e Zaccaria Spina – ciò che interessa particolarmente i comuni e la nostra associazione è sicuramente l’articolo 2 “Misure per fronteggiare la gestione di eventi imprevedibili correlati all’ambiente e al clima”».

«La previsione di un fondo dedicato – dichiarano Biglio e  Spina – rappresenta una risposta importante a un vuoto che i piccoli Comuni conoscono bene. Smottamenti, movimenti dei versanti e danni alle opere di regimentazione delle acque possono richiedere interventi urgenti, pur senza raggiungere le condizioni necessarie per la dichiarazione dello stato di emergenza. Finora, in questi casi, i sindaci si sono spesso trovati a dover affrontare spese impreviste con bilanci già limitati, mettendo a rischio gli equilibri finanziari degli enti».

L’apprezzamento per la norma si accompagna, tuttavia, a una richiesta precisa. Il Fondo prevede una dotazione di 11 milioni di euro annui dal 2027, a fronte di un contributo massimo di un milione di euro per singolo evento. Una disponibilità che, secondo ANPCI, rischia di esaurirsi con pochissimi interventi su scala nazionale.

«Chiediamo di valutare un incremento progressivo delle risorse, ma soprattutto di utilizzare il decreto attuativo per garantire un accesso equo ai finanziamenti. I piccoli Comuni, che rappresentano una prima linea di presidio del territorio, non dispongono della stessa capacità finanziaria dei centri più grandi per sostenere interventi urgenti e imprevisti».

Biglio e Spina propongono quindi di prevedere, nel decreto ministeriale attuativo, una quota riservata ai Comuni fino a 5.000 abitanti oppure specifiche premialità a loro favore, tenendo conto della vulnerabilità idrogeologica dei territori e dell’incidenza delle spese d’emergenza sui bilanci comunali.

«La misura va nella direzione giusta e merita di essere sostenuta. Occorre però evitare che la limitatezza delle risorse e l’assenza di criteri specifici finiscano per vanificarne gli effetti proprio nei territori più fragili. L’obiettivo deve essere quello di trasformare questa norma in uno strumento concreto, rapido ed efficace per mettere in sicurezza il territorio e tutelare le comunità».

ANPCI conferma infine la propria disponibilità a collaborare con il Parlamento e con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica affinché il provvedimento possa rispondere realmente alle esigenze dei Comuni, con particolare attenzione alle realtà di minori dimensioni.

Source: www.irpinia24.it