Secondigliano (NA) – Sequestrato cellulare in carcere
Plauso agli agenti per l’operato svolto, il sindacato chiede però interventi più incisivi
E’ di ieri sera la notizia del ritrovamento effettuato dai Poliziotti Penitenziari di uno smartphone con cuffie e caricabatterie, scoperta effettuata durante un giro di controllo. Sembrerebbe che lo stesso era in detenzione ad un detenuto sottoposto a regime 14 bis dell’Ordinamento Penitenziario (legge 26 luglio 1975, n. 354) che prevede restrizioni al trattamento e ai diritti dei detenuti ritenuti pericolosi per la sicurezza penitenziaria. . A darne notizia è Gina Rescigno responsabile sindacale nazionale della F.S.A.-C.N.P.P./S.P.P: “Bravi sicuramente i colleghi nella scoperta che testimonia, ancora una volta, la professionalità e la dedizione che sempre contraddistingue la Polizia Penitenziaria sebbene in sottorganico e costretta a turni massacranti. L’introduzione della norma, che prevede una vera e propria configurazione di reato nell’ipotesi in cui si introduce o si tenti di introdurre un telefono in carcere, sebbene punisce sia chi dall’esterno cerca di introdurre il telefono sia il detenuto che lo detiene, evidentemente non basta a scoraggiare l’effettiva messa in atto di questi comportamenti criminali, rendendo necessario inasprire severamente le pene ed aumentare, nel contempo, la spesa di strumenti tecnologici volti al ritrovamento e l’assunzione di unità. Le modalità di introduzione dei dispositivi si sono evolute nel tempo, passando dai tradizionali metodi di occultamento durante i colloqui con i familiari a tecniche sempre più ingegnose: droni che sorvolano i cortili di passeggio, pacchi postali con doppi fondi, e persino il lancio di involucri oltre le mura perimetrali. ” – continua Rescigno – “Da tempo sostengo che per i criminali è una consuetudine diffusa impartire ordini con i telefonini e che le carceri siano ormai divenute luogo di ristoro sicuro. Le risposte dello Stato a tali comportamenti illeciti diventano sempre più inefficaci, mentre il tempo del buonismo dovrebbe finire.”