Prevenzione del colon-retto
Diagnosi precoce e nuove tecnologie per aumentare l’adesione agli esami
Il tumore del colon-retto continua a rappresentare una delle principali criticità sanitarie in Italia e in Europa, con oltre 50.000 nuove diagnosi annue nel nostro Paese e più di 500.000 casi ogni anno a livello europeo. Accanto a questi numeri consolidati, emerge un dato sempre più rilevante: l’aumento dei casi tra i pazienti under 50, con un incremento stimato fino al +20% negli ultimi anni in diversi Paesi europei. Nonostante l’efficacia dei programmi di prevenzione, l’adesione agli screening resta ancora limitata: meno del 50% della popolazione target partecipa ai controlli, con il rischio di diagnosi tardive e maggiore impatto clinico.
Individuare precocemente polipi e lesioni del colon significa intervenire prima che evolvano in forme tumorali. Tuttavia, uno dei principali ostacoli resta rappresentato dalla scarsa adesione agli esami endoscopici tradizionali, spesso percepiti come invasivi o difficili da affrontare. In questo scenario diventa strategico ampliare l’offerta di strumenti diagnostici più accessibili, meno invasivi e meglio tollerati.
La colonscopia virtuale (TC-colonografia) è una tecnica diagnostica che consente di esplorare il colon senza l’introduzione di una sonda endoscopica, attraverso una TAC con ricostruzione tridimensionale delle immagini. L’esame dura circa 20 minuti, non è doloroso e non richiede sedazione. Attraverso l’elaborazione delle immagini, il radiologo può osservare il colon come in una colonscopia tradizionale e individuare: polipi, neoplasie, diverticoli e altre patologie del colon-retto. È particolarmente indicata per: pazienti che non tollerano la colonscopia tradizionale, soggetti con controindicazioni o per chi necessita di uno screening non invasivo.
In presenza di lesioni sospette, resta comunque necessario il ricorso all’esame endoscopico per eventuali biopsie o rimozioni. La colonscopia virtuale si basa su Tomografia Computerizzata (TAC) con software avanzati che producono immagini tridimensionali ad alta definizione.
La metodica è considerata sicura, con basse dosi di radiazioni, e consente anche la valutazione degli organi addominali circostanti, offrendo un quadro diagnostico più ampio. A Roma, la colonscopia virtuale è disponibile presso DOC – Diagnostica per Immagini, Poliambulatorio e Laboratorio di Analisi, in Via Massaciuccoli 91 (zona Trieste, Metro B1 Sant’Agnese Annibaliano).
Il centro esegue l’esame con TAC a 180 strati, che consente acquisizioni rapide, alta precisione e bassa esposizione radiologica, con referti basati su ricostruzioni tridimensionali dettagliate. La procedura, eseguibile in pochi minuti, è progettata per garantire comfort del paziente, tracciabilità del percorso diagnostico e rapidità nella refertazione, rappresentando una soluzione concreta per ampliare l’accesso agli esami di prevenzione. L’esame dura in tutto circa 20 minuti, dei quali meno di un minuto è il tempo di esposizione alle radiazioni; non è doloroso e non richiede sedazione.
Attraverso l’elaborazione delle immagini, il radiologo ricostruisce in 3D il colon, analizzandone con precisione la superficie interna per individuare eventuali polipi, lesioni o anomalie. Questa tecnologia consente una valutazione accurata e non invasiva, rappresentando un’opzione efficace soprattutto per i pazienti che non possono o non vogliono sottoporsi alla colonscopia tradizionale.
PREVENZIONE E INNOVAZIONE: LA SFIDA RESTA AUMENTARE GLI SCREENING
L’aumento dei casi tra i giovani e la bassa adesione ai programmi di screening rendono necessario un rafforzamento delle strategie di prevenzione.
L’integrazione tra diagnostica tradizionale ed esami non invasivi come la colonscopia virtuale può contribuire a intercettare precocemente la malattia, migliorando la sicurezza dei pazienti e la sostenibilità del sistema sanitario.