Grottaminarda (AV), al San Tommaso d’Aquino una “disputa filosofica”
Studenti, musica e filosofia per riflettere su linguaggio, relazioni e responsabilità
Ancora una volta la scuola, l’Istituto Omnicomprensivo San Tommaso d’Aquino di Grottaminarda, ha svolto il suo ruolo nel creare incontro, confronto, sensibilizzazione. Questa volta attraverso la “disputa filosofica”: “Le parole costruiscono. Tu scegli come. Il rispetto delle parole: linguaggio, relazioni e responsabilità”, in occasione della “Giornata del Rispetto” che mira proprio a sensibilizzare alla non violenza e al contrasto ad ogni forma di prevaricazione e discriminazione. In sala gli studenti delle classi seconde e terze degli indirizzi Tecnico, Informatico, Automazione e del Liceo Artistico.
In apertura la lettura di un brano di Don Luigi Ciotti sul tema: “Dignità E Responsabilità Civile” che cita tra l’altro: «Non c’è rispetto se c’è indifferenza, non c’è rispetto se qualcuno viene lasciato solo, umiliato, escluso».
Ospite della giornata il giovane rapper Rocco Pagliarulo in arte Holyroh, perchè il messaggio più potente è proprio quello veicolato dalla musica. Le parole nella musica sono fondamentali, ha detto Holyroh nell’interloquire con gli studenti, e bisogna sceglierle con cura per esprimere al meglio le proprie idee e le proprie emozioni. Holyroh ha proposto il brano “One Love” che racconta come in un mondo dove è più facile usare parole d’odio, dire amore è ancora l’atto più rivoluzionario; e poi “Provincia” che parla, invece, del legame con le proprie radici e la necessità, a volte, di allontanarsi per crescere, senza mai dimenticare da dove si viene.
Interessante fuori programma il brano trap proposto da uno studente del San Tommaso d’Aquino, Alberto Centrella, in arte Lil-White che con “No Sleep” racconta nella prima parte la sua storia di ragazzo preso in giro che si è fatto forza ed è andato avanti, mostrando anche come la musica, spesso, utilizzi le parole in modo spregiudicato.
Immancabile la presenza del Sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera che nel suo saluto istituzionale ha evidenziato come l’Istituto Omnicomprensivo San Tommaso d’Aquino sia una scuola al passo con i tempi, sempre presente sui temi di stringente attualità, trattati nelle forme più innovative come nel caso della disputa filosofica, insomma uno straordinario laboratorio culturale in costante divenire con un’offerta formativa d’eccellenza ed ha auspicato che un numero sempre crescente di giovani e di famiglie scelgano questa scuola vista l’imminente scadenza dei termini per le iscrizioni.
Saluti istituzionali naturalmente anche da parte della Dirigente Scolastica, Maria Antonietta Rizzo, secondo la quale sul tema del rispetto c’è ancora tanto da imparare: il linguaggio è importante serve a comunicare con gli altri, è la prima forma di rispetto. Il linguaggio influenza anche i nostri pensieri, non è il contrario, ha precisato la Dirigente, lo insegnano anche i grandi scrittori oltre alle neuroscienze.
La “disputa filosofica“ ha visto contrapporsi i due docenti di Filosofia: Edmondo Lisena, del Liceo Classico “F. De Sanctis” e Leonardo Festa, del Liceo Classico “P. Colletta”. Un dialogo critico che ha coinvolto anche gli studenti e che indagando il concetto di rispetto, ha messo in luce le contrapposizioni tra la libertà individuale e la responsabilità collettiva.
«Dal punto di vista della tesi che sto sostenendo questa mattina – ha affermato Leonardo Festa – qualsiasi ragionamento non può prescindere dal valore della libertà del singolo, cosa ne facciamo delle nostre vite se non siamo liberi di comportarci come vogliamo? È qui che si misura il rispetto, nella possibilità che deve dare lo Stato affinchè ognuno possa agire liberamente. Una prospettiva che ha radici lontane che non vanno confuse con quello che definiamo “utilitarismo”. La cosa più importante per una comunità è tutelare la propria libertà sempre nel rispetto della libertà degli altri dando per assodato che la libertà individuale non deve danneggiare la libertà degli altrimenti diventa libertinaggio».
«Siamo imbevuti dell’ideale di libertà – ha ribattuto Edmondo Lisena – ma molto spesso abbiamo una comprensione errata di questo concetto. Perchè dovrei rispettare l’altro? Quale è l’azione giusta? Da cosa nasce? È questa la questione. Se noi oggi ci poniamo queste domande siamo già sulla strada giusta. Ma è necessario tenere in considerazione la nostra sfera emotiva. Oggi si parla tanto di educazione all’emotività, ai sentimenti, ma come si fa ad educare ai sentimenti? A cosa serve l’emotività? Io rispetto l’altro non solo perchè è razionalmente giusto ma anche perchè sento dentro di me di doverlo rispettare, è un emozione, una passione positiva».
Dunque, la parola è uno strumento potentissimo. Noi siamo ciò che diciamo. Noi siamo le parole che conosciamo. Le relazioni sociali si costruiscono proprio attraverso le parole che pronunciamo. Le parole hanno un peso reale, anche quando sembrano leggere. Il linguaggio influisce sulle relazioni, sul clima di classe, in famiglia, con gli amici, sul luogo di lavoro, sul benessere personale. Questo il messaggio lasciato in occasione della Giornata del Rispetto agli studenti.