Nuovo esame di maturità, addio terza prova e benvenute Invalsi
Tutte le novità della riforma Miur per gli studenti che si diplomeranno l'anno prossimo
Avellino – E’ tempo di esami di stato e oggi, con precisione, si è svolta la seconda prova per gli studenti di quinta superiore, ieri la prima prova di italiano uguale per tutti e il 25 giugno appuntamento con la temutissima “terza prova”. Ed è proprio del mostro “terza prova” che non si parlerà più dall’anno prossimo a causa della nuova riforma (disposizioni del Miur decreto legislativo approvato il 7 aprile 2017, insieme agli altri attuativi della legge 107/15) che entrerà in vigore proprio a cominciare dalla “Maturità 2019″ e che vedrà come prima cosa l’abolizione della “terza prova”, ma andiamo con ordine…
Le modifiche saranno introdotte a partire dal prossimo anno scolastico con l’esame scritto che sarà composto da: prima prova di italiano (uguale per tutte le secondarie di secondo grado), seconda prova (materia che cambia a seconda dell’indirizzo, ad esempio matematica o fisica al liceo scientifico) e basta! Al posto della “Terza prova” – abolita sostanzialmente per permettere a tutti di confrontarsi su prove dallo stesso grado di difficoltà, essendo al contrario questa preparata dai professori interni ad ogni istituto e pertanto “non uniformata a livello nazionale” – ci saranno le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese. Queste ultime però non si terranno durante l’esame di stato, ma nel corso dell’anno scolastico e saranno caratterizzanti per l’ammissione all’esame, ma il voto non influirà su quello finale.
Per quanto riguarda la parte orale: oggetto di discussione sarà l’alternanza scuola lavoro (formazione lavorativa integrata all’orario scolastico). E, se fino a quest’anno si è ammessi all’esame solo in possesso di sufficienza in ogni materia, dal prossimo anno sarà possibile essere ammessi anche avendo la media del sei, pur non avendo raggiunto la sufficienza in ogni materia. Tutto ciò ha comportato inevitabilmente un mutamento anche del punteggio e crediti scolastici. Dalla “Maturità 2019″ i crediti formativi da raggiungere nell’arco del quinquennio aumenteranno, passando da un massimo di 25 a un massimo di 40. Inoltre, alla prima prova scritta verranno assegnati massimo 20 punti (non più 15), così alla seconda e altrettanti all’orale (non più 30). In sintesi per uscire con il massimo dei voti bisognerà portare a casa: 40 crediti da ottenere durante il percorso e 60 da raggiungere in sede di esame.
di Guendalina Bonito