Avellino – Money Gate: la Procura chiede la retrocessione dell’Us

La sentenza è attesa entro mercoledì prossimo

IMG_0091Avellino – Retrocessione dell’Avellino all’ultimo posto in classifica; 3 punti di penalizzazione per la prossima stagione “in ragione della responsabilità oggettiva e della pluralità di soggetti coinvolti”; 5 anni con preclusione di inibizione e 70mila euro di ammenda per il presidente Walter Taccone e 4 anni di inibizione e 60mila euro di ammenda per il ds Enzo De Vito. Queste le richieste della Procura federale per il club irpino durante l’udienza di questa mattina al Tribunale Federale Nazionale a Roma per il processo “Money Gate” sulla presunta combine per la partita di Lega Pro Catanzaro-Avellino del 5 maggio 2013. La sentenza è attesa entro mercoledì prossimo.

La difesa dell’Avellino si basa sulla mancata convocazione di un singolo giocatore dell’Us, facendo riferimento alla sentenza 45 TFN riguardo l’Atalanta, legata alla presunta combine di Crotone-Atalanta del 2011. “Se l’Avellino non avesse vinto quella gara, non avrebbe vinto il campionato – ha dichiarato l’avvocato Eduardo Chiacchio durante l’udienza – Parliamo quindi di una combine in cui l’Avellino non vuole vincere il campionato? È illogico. Non c’è prova e non c’è neppure stata possibilità di provare. La procura non è riuscita a individuare nulla. Io sono tranquillo, non per aver letto le mie difese, ma per aver letto le vostre sentenze. Con l’Atalanta diceste che era impossibile accusare direttamente terzi, se non comparivano nomi e riferimenti certi. Ergo, non posso che chiedere il proscioglimento”.

Subito dopo l’udienza, si è mostrato sereno il presidente Walter Taccone ai microfoni della emittente televisiva locale Primativvù. “Sono sereno e fiducioso – ha detto – perché c’è una corte estremamente razionale. Sono certo che il giudizio sarà espresso sulla base dei fatti. Mi sembra di vivere in un mondo strano con la richiesta di retrocessioni e inibizioni. La Procura Federale ha continuato a sbagliare, non abbiamo commesso nulla. Non capisco ancora da cosa dobbiamo difenderci, tutto ciò mi fa perdere fiducia nel calcio”.

Per quanto riguarda invece il Catanzaro, l’accusa ha chiesto le stesse condanne per il Catanzaro. Per i dirigenti, invece: 5 anni di inibizione con preclusione e l’ammenda di 90mila euro (70mila per l’illecito contestato e 20mila per i pagamenti in nero dell’allenatore Cozza) per Giuseppe Cosentino (ex presidente Catanzaro); 4 anni di inibizione e 60mila euro di ammenda per Armando Ortoli (ex direttore sportivo Catanzaro); 3 anni di squalifica e l’ammenda di 50mila euro per Andrea Russotto (ex attaccante Catanzaro); 6 mesi di inibizione e 30mila euro di ammenda per Francesca Muscatelli (ex dirigente Catanzaro); 6 mesi di inibizione e ammenda di 30 mila euro per Marco Pecora (ex dirigente Catanzaro). Il punto non è la telefonata – ha dichiarato la difesa della società calabra – ma a cosa corrisponde ciò che è detto nella telefonata. Ciò che si evince e che se davvero ci fosse stata un amicizia tra i due presidenti, ci sarebbe stata almeno una telefonata post partita con riferimento alla presunta combine”.

 

Source: www.irpinia24.it