Campania Teatro Festival, cinque spettacoli in cartellone
Prosa, danza e prime assolute protagoniste della 27ª giornata della rassegna
Dalla riflessione sul presente affidata alla parola teatrale alla potenza evocativa della danza, passando per il sogno, la tecnologia e lo sguardo sulle nuove generazioni: linguaggi differenti nella ventisettesima giornata della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.
Cinque sono gli spettacoli in programma mercoledì 8 luglio: per la Prosa nazionale, “Amen”, primo testo teatrale di Massimo Recalcati, mentre per la sezione Danza ci sarà “Rango, Boléro, Suite Flamenca” con la Sergio Bernal Dance Company. Tre, invece, i Progetti speciali della giornata: “I sogni di Annaclara” di Silvio Perrella; “Io e l’IA” su testo originale di Fabio Pisano con concept, soggetto e direzione scientifica di Nadia Carlomagno; “Mi sfugge di volare”, ideato dalla coreografa e danzatrice Maria Avolio e dal regista e drammaturgo Luciano Melchionna.
Al Teatro Mercadante, alle ore 20:30, va in scena “Amen”, primo testo teatrale dello psicanalista e saggista Massimo Recalcati, una produzione del Teatro Franco Parenti con il Centro Teatrale Bresciano. La drammaturgia e la regia dello spettacolo sono di Claudio Autelli. Una preghiera nel nome della vita che non vuole morire, un’esistenza sul confine tra battesimo ed estrema unzione. La nuda fede di una madre verso il battito del cuore del figlio, la figura misteriosa e allegorica di un vecchio soldato, sopravvissuto alla guerra, che resiste alle avversità con il ritmo ipnotico e pulsante del proprio passo sulla neve. Un viaggio intenso, che unisce la fragilità del vivere alla forza del rinascere. Sullo sfondo i ricordi, le paure, gli incubi e le proprie passioni, prigioniero di un limbo che racconta la crisi dell’uomo contemporaneo, mentre si avverte la presenza incombente della fine. In scena Salvatore Alfano, Tommaso Allione, Ludovica Angelini, Caterina Erba, Gabriele Martini, Michele Marullo, Pietro Moser, Emilia Tiburzi e Giorgia Zatti. Le scene e i costumi sono di Gregorio Zurla con le luci di Omar Scala.
La grande danza iberica arriva al Campania Teatro Festival con “Rango, Suite Flamenca, Bolero” della Sergio Bernal Dance Company, in programma al Teatro Politeama alle ore 22:00.Il famoso ballerino spagnolo, insieme ad Alvaro Madrid Morillo, Francisco José Linares Moreno, Héctor Martinez Pérez, David Lorden González, David Acero Delgado, Guillermo Castillo Gutiérrez, Cristina Carnero Barco, Ana del Rey Guerra, María Fernández García, Alejandra De Castro Pasca, Esmeralda Manzanas Sánchez e Cristina Cazorla García, proporrà al pubblico “Rango” e “Bolero”, due coreografie di Rafael Aguilar, e la “Suite Flamenca” che lo stesso Sergio Bernal ha creato con Ricardo Cue, Antonio Ruiz Soler e Jose Manuel Álvarez. “Rango” è liberamente ispirata a “La casa di Bernarda Alba” di Federico García Lorca, mentre “Bolero”, omaggio all’eredità di Aguilar come uno dei grandi innovatori del flamenco teatrale, è una delle grandi opere del repertorio della danza spagnola contemporanea. Creato nel 1987 e presentato sui palcoscenici più prestigiosi del mondo, questo lavoro sprigiona tutta la potenza di un ensemble coreografico spinto ai propri limiti, in un crescendo ipnotico che unisce precisione, forza e sensualità. Completa il programma la “Suite Flamenca”, esplosione di vitalità allo stato puro. I musicisti sono Daniel Jurado (chitarra) e Javier Valdunciel (percussioni), il cantaor Roberto Lorente.
Due giovani attrici, gemelle, si sognano. Nel raccontarsi si costruiscono e si perdono, in un continuo slittamento tra identità che non coincidono mai. Il sogno diventa lingua scenica; non un tema, ma un campo in cui le immagini emergono, si trasformano e si sottraggono. Come nel teatro, ciò che accade non si spiega: si attraversa. Lo scrittore Silvio Perrella indaga sull’assenza di spazio e tempo, e dunque su una continua contemporaneità, ne “I sogni di Annaclara”, lo spettacolo in scena al Teatro Nuovo, alle ore 19:00, con la regia di Ettore Nigro, che sarà anche attore in scena insieme ad Anna e Clara Bocchino. Un processo di metamorfosi, nel quale una delle gemelle riuscirà a dare vita all’altra solo sognandola, ricomponendone il corpo come in un atto di magia. Un postino, margine di coscienza, tiene in contatto mondi diversi, in un dialogo per assonanze con il sogno shakespeariano. Le scene sono di Giancarlo Minniti, i costumi di Giuseppe Avallone. Firma le coreografie Simona Perrella. Una produzione Piccola Città Teatro (Teen Theatre).
In Sala Assoli, alle ore 20.00, debutta in prima assoluta Io & l’IA, drammaturgia originale di Fabio Pisano con concept, soggetto e direzione scientifica di Nadia Carlomagno, che ne è anche interprete con Emanuele Valenti. Il lavoro teatrale, che vede la regia, la colonna sonora e l’ideazione dello spazio scenico a cura di Marcello Cotugno, va oltre le vulnerabilità relazionali e psicologiche delle giovani generazioni nell’era della tecnologia emotiva, inducendo a una riflessione più ampia su identità, fiducia e solitudine, ma anche su come l’interazione digitale possa diventare spazio di manipolazione, isolamento e pericolo emotivo a qualsiasi età. Lisa, docente universitaria di letteratura medievale, attraversa un momento di profondo smarrimento personale e professionale quando, alla vigilia di un’importante conferenza, decide di affidarsi all’intelligenza artificiale per scrivere il proprio intervento. Quello che nasce come un semplice aiuto si trasforma progressivamente in un legame sempre più intimo e totalizzante, fino a mettere in discussione il confine tra relazione autentica e dipendenza emotiva. La voce IA è di Michele Enrico Montesano. Una produzione dall’Associazione Più A.R.I. – Azioni + Relazioni + Iniziative APS.
Un’altra prima assoluta è prevista alla Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, alle ore 21.00, con “Mi sfugge di volare”, progetto ideato dalla coreografa e danzatrice Maria Avolio insieme al regista e drammaturgo Luciano Melchionna. L’azione performativa, capace di fondere con fluidità teatro, movimento corporeo, musica e danza, rappresenta il frutto di un articolato percorso di formazione e ricerca prodotto dall’Associazione Teatro Bellavista con il sostegno di SIAE e del Ministero della Cultura, nell’ambito delle iniziative nazionali finanziate attraverso il bando “Per Chi Crea”. Ispirato all’omonima opera letteraria di Melchionna, lo spettacolo indaga la complessa dimensione del “mal di futuro”: il senso di smarrimento delle nuove generazioni, tra desiderio di libertà, ricerca della propria identità e bisogno di immaginare il futuro. Nato da un percorso di formazione e ricerca con giovani attori e performer under 35, il progetto vedrà in scena, accanto a Maria Avolio, Tarek Ismail, Francesco Maria Punzo e Giuseppina Ruggiero. La costruzione visiva e sonora dello spettacolo è completata dal disegno luci curato da Gianni Caccia, dai costumi firmati da Milla e dalla suggestiva tessitura delle musiche originali opera di Riccardo Regoli.
Mario Bianco e Gabriele Del Prete sono i protagonisti del prossimo appuntamento del Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale dalle 19:00 alle 24:00: un duo che attraversa jazz, soul e musica d’autore con grande qualità esecutiva e una forte capacità di dialogo musicale.