La Commissione Ue risponde all’iniziativa “My Voice My Choice”
Sostegno possibile tramite FSE+ nel rispetto delle competenze nazionali
La Commissione europea ha adottato oggi una comunicazione in risposta all‘iniziativa dei cittadini europei (ICE) “My Voice My Choice: For Safe and Accessible Abortion” (La mia voce, la mia scelta: per un aborto sicuro e accessibile). Si tratta della dodicesima iniziativa a ricevere una risposta formale dalla Commissione da quando le iniziative dei cittadini europei sono state avviate nel 2012.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno in Europa si verificano circa 483 000 aborti non sicuri. L’aborto non sicuro rappresenta una questione di salute pubblica, in quanto può comportare diverse forme di danno fisico e grave stress mentale, mettendo così a rischio la vita delle donne. L’UE può sostenere l’azione degli Stati membri nel settore della sanità pubblica, nel rispetto delle loro competenze in materia di definizione delle politiche sanitarie, nonché dell’organizzazione e della fornitura di servizi sanitari e di assistenza medica.
Dopo aver analizzato attentamente l’iniziativa e tenuto conto delle limitazioni previste dai trattati dell’UE in materia di competenze nel settore della sanità pubblica, la Commissione sottolinea che gli Stati membri possono fare affidamento sugli strumenti dell’UE esistenti per migliorare la parità di accesso a servizi sanitari legalmente disponibili e a prezzi accessibili, compresi i servizi per l’aborto sicuro.
Tale sostegno dell’UE può essere fornito attraverso il programma del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), qualora gli Stati membri decidano, su base volontaria e in conformità al loro diritto nazionale, di avvalersene, in particolare utilizzando o riassegnando le risorse disponibili nell’ambito dei rispettivi programmi FSE+. Il FSE+ potrebbe essere impiegato per migliorare l’accesso delle donne incinte a servizi di aborto legalmente disponibili, sicuri e a prezzi accessibili. Il FSE+ può sostenere gli sforzi degli Stati membri, garantendo al contempo la loro autonomia nel determinare modalità e condizioni di accesso all’aborto sicuro e legale.