Napoli, Centro Direzionale in crescita
Il progetto punta a generare valore aggiunto e nuovi posti di lavoro nell’area Est
“La riqualificazione del Centro Direzionale di Napoli non è solo un’operazione urbanistica: è una leva economica con effetti misurabili sul PIL dell’area Est e sull’intera città. L’investimento previsto, pari a 80 milioni di euro, si inserisce in un filone di rigenerazioni urbane che in Europa e in Italia hanno dimostrato una capacità di generare valore ben superiore alla spesa iniziale”. A dirlo è Raffaele Marrone, presidente di Confapi Napoli e responsabile nazionale Zes di Confapi.
«Le simulazioni economiche fatte dal centro studi di Confapi Napoli, basate su interventi analoghi in grandi aree direzionali, indicano un possibile effetto moltiplicatore compreso tra 1,6 e 2,1. In termini concreti significa che, nell’arco di cinque-sette anni, l’impatto complessivo potrebbe tradursi in oltre 150 milioni di euro di valore aggiunto, tra nuova produzione, redditi e consumi locali. Per l’area Est di Napoli, che già oggi pesa in modo rilevante sull’economia cittadina grazie alla concentrazione di uffici, servizi e funzioni pubbliche, l’effetto stimato è una crescita aggiuntiva annua dello 0,3-0,5%, con un incremento cumulato vicino all’1% del PIL urbano nel medio periodo».
Secondo Marrone, «il meccanismo è duplice». «Da un lato», spiega, «la fase dei lavori attiva occupazione e filiere locali; dall’altro, la restituzione di spazi sicuri, accessibili e vissuti riduce il “costo urbano” per imprese e lavoratori, aumentando la produttività delle attività già insediate».
«A questo si somma l’attrazione di nuove funzioni economiche e la trasformazione del Centro Direzionale da quartiere utilizzato solo in orari d’ufficio», conclude, «a polo attivo anche la sera e nei fine settimana, con nuovi flussi di spesa oggi inesistenti».