Scommesse clandestine da Poggioreale
Carcere nuova frontiera della criminalità organizzata e specializzata
“Dalle indagini in corso sulle scommesse clandestine dal carcere di Poggioreale tutto lascia supporre che la nuova frontiera della criminalità organizzata e specializzata nelle scommesse clandestine sia il carcere. Come già accade fuori rastrellare denaro dentro gli istituti penitenziari con gli strumenti tecnologici oggi ampiamente diffusi e disponibili è dunque un’attività di facili guadagni anche in carcere che l’Amministrazione Penitenziaria non può più fingere di ignorare. Parliamo di puntate per 20mila euro e incassi per 15mila (su alcuni conti sono state rilevate giocate anche superiori ai 100mila euro in un mese) e non certo del “gratta e vinci” da 2 euro acquistato al bar. È anche questa la riprova che il telefonino, specie a Poggioreale, come testimoniano i continui sequestri, ha raggiunto il livello di diffusione del caffè e della pasta. E con il telefonino, come denunciamo da sempre, purtroppo inascoltati, si può fare di tutto: dal comando sui territori, alle estorsioni e minacce, ai video per Ticktock sino alle scommesse. Ci aspettiamo che anche questa volta Provveditorato e Garante dei detenuti, come ci hanno abituato per ogni cosa accaduto a Poggioreale, si prodighino a sminuire i fatti anche se con i provvedimenti assunti dai magistrati ci sarà poco da smentire. Lo smantellamento di una organizzazione transnazionale con base nel Napoletano dedita al gioco d’azzardo e alle scommesse online non è un’invenzione del sindacato di polizia penitenziaria”