Avellino – Boschi: “Il Sì per un Paese migliore”

Il Ministro è intervenuto questa mattina nel Carcere Borbonico in occasione della campagna del Partito Democratico a favore della Riforma Costituzionale, su cui il popolo a breve si esprimerà

14317605_1186869944667061_6304996083945677940_nAvellino – Fa tappa ad Avellino la campagna del Partito Democratico per il “Sì” al Referendum Costituzionale che si terrà, probabilmente, il prossimo novembre. Il 26 settembre il Consiglio dei Ministri si incontrerà per decidere la data.A rappresentare l’area” renziana” la madre della riforma Costituzionale, il Ministro Maria Elena Boschi. L’onorevole Luigi Famiglietti ha invitato la platea, composta per lo più dai dirigenti e maggiori rappresentanti del Pd provinciale, ad alzarsi in piedi per omaggiare l’ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, scomparso nella giornata di ieri, con l’Inno di Mameli, invece del classico minuto di silenzio.

Dopo un lungo applauso, Famiglietti ha esordito spiegando che questa non è solo la riforma di Renzi e Boschi, a cui hanno lavorato per lungo tempo, ma anche la riforma di Napolitano: “ Non dobbiamo dimenticare le difficoltà che ci sono state per eleggere il Presidente. Violante diceva che la lentezza dell’Italia deriva dalla lentezza del sistema politico. Anche Sabino Cassese,  giudice emerito della Corte costituzionale, è un sostenitore della riforma ed è d’accordo sul fatto che sarà un messo per accelerare lo sviluppo del Paese. Dobbiamo infatti ricordare che la vittoria del “Sì” permetterà di superare il bicamerismo paritario, aumentando gli organismo di partecipazione diretta. Si sono formati anche tanti Comitati pro “No”. Proprio ieri ho avuto un incontro – scontro con Gargani. Tra le varie inesattezze ha detto che il Presidente della Repubblica si potrà votare solo con due persone. Gargani rappresenta la classe politica dell’’80 quella che ci ha messo in ginocchio, noi invece rappresentiamo il cambiamento”.

Il leader dei Giovani Democratici irpini, Berardino Zoina, eletto quest’anno anche nella Direzione Nazionale, ricorda che la scadenza referendaria è vicina e il lavoro svolto democraticamente dalle tre commissioni bicamerali: “Sono stati approvati 120 emendamenti, frutto del confronto con i vari gruppi. La riforma non andrà ad intaccare i diritti, doveri e libertà dei cittadini, così come la Carta Costituzionale e il Presidente della Repubblica. Come ha detto il Ministro Boschi è l’ultima chance che l’Italia ha per cambiare e acquistare credibilità”.14316759_1186869894667066_9089982580417806847_n

Dettagliato l’intervento del professore di Diritto Costituzionale, Alessandro Sterpa, che ha sottolineato la bellezza della Carta Costituzionale, piena di passioni, storia valori. IN essa sono contenute le basi per cambiarla e adattarla ai tempi: “La nostra democrazia ha bisogno di meccanismi più veloci. Il Governo avrà un rapporto fiduciario solo con una Camera con cui produce la maggior parte delle leggi. Dire “Sì” alla riforma permetterà al governo di semplificare l’iter per legiferare senza ricorrere ai decreti di legge e quindi alla fiducia. Inoltre, si andrà a ridurre il numero di parlamentari e rendere maggiori servizi ai territori. I cittadini oggi possono interferire nelle leggi che il Governo emana tramite il referendum. Il più delle volte il quorum non viene raggiunto e il tutto diventa mero simbolismo. Con la riforma invece basteranno 800 mila firme per abbassare notevolmente il quorum. Insomma da costituzionalista vedo questa riforma come un aggiornamento della Carta Costituzionale già esistente”.

Il Ministro Boschi sottolinea che l’ultima parola sarà dei cittadini, nonostante il duro lavoro svolto in due anni dal Parlamento: “Al referendum non si vota per la legge elettorale, tantomeno per l’Italicum. Se vince il “Sì” quest’ultimo verrà sottoposto al giudizio della Corte Costituzionale. Inoltre, non si volta per il Governo o per il Pd, questo voto ci sarà nel 2018. E non si aumenta o diminuisce il potere del Governo come viene spesso ripetuto”.

Poi precisa che si modificherà solo la seconda parte della Costituzione, quella che disciplina l’assetto del governo: “Le leggi possono essere migliorate, nemmeno questa è perfetta, ma serve a far funzionare meglio il Paese. Andremo a cambiare non la tradizionale Costituzione, ma quella modificata nel 2001, quando con la Riforma Federalista si andò a cambiare il rapporto tra Stato e Regioni. Un favore che D’Alema fece alla Lega Nord e che non fu ricambiato, visto che le elezioni furono vinte da Berlusconi”.

IIl braccio destro di Renzi, conclude il suo intervento,  spiegando che il “Sì” farà acquistare all’Italia maggiore credibilità all’estero e darà gli strumenti necessari per affrontare future sfide. E smentisce chi li definisce “una minaccia per la democrazia”: “Rispetto chi la pensa diversamente, ma siamo gente per bene e stiamo cercando di scrivere una nuova pagina. Dobbiamo andare nelle scuole, tra le associazioni e raccontare col sorriso i nostri obiettivi. Chi ha voglia di darci una mano può costituire un Comitato per il Sì è semplice e semplicemente può parlare con persone e smentire anche qualche bugia. In bocca al lupo a tutti”.

Source: www.irpinia24.it