Avellino – Piumini racconta “L’acqua di Bumba”
All'Istituto Perna - Alighieri Roberto Piumini e Monica Rabà raccontano l'acqua di Bumba in un connubio di scrittura e spettacolo per bambini.
“Io sono Roberto e scrivo storie“. Con queste parole lo scrittore Roberto Piumini ha accolto questa mattina gli alunni delle classi terze dell’Istituto Perna – Alighieri di Avellino, in occasione dell’incontro organizzato in collaborazione con le associazioni culturali l’Officina di Avellino e Leggimi Forte di Pomigliano d’Arco, attive sul territorio per la promozione dell’arte e della lettura.
Autore di romanzi, racconti, poemi e poesie per bambini e ragazzi, Piumini ha voluto “L’acqua di Bumba” al centro dei lavori di questa mezza giornata all’insegna della creatività e della partecipazione. Lo scrittore ha letto il racconto di fronte a una platea di piccoli ascoltatori, disposti in cinque file e seduti a terra a gambe incrociate, perfettamente calati nell’atmosfera dalle tinte gialle e arancioni del solleone.
La storia parla di Africa, di acqua preziosa e di generosità e racconta di un bambino africano, Bumba, che attraversa la savana, ultimo di una fila di donne e bambini, per portare dell’acqua al proprio villaggio, e della generosità da lui dimostrata nel cedere l’intero contenuto della sua giara a un vecchio assetato e al suo cane moribondo. Il lieto fine è il messaggio: il premio per Bumba e per la sua gente sarà sempre, all’occorrenza, “pioggia scrosciante, acqua fresca e pura“, a voler significare che la generosità e l’altruismo sono i valori che pagano e che la collaborazione intelligente è la chiave per costruire una realtà diversa.
Sulle finalità che iniziative come questa si pongono rispetto alla comunità, lo scrittore ha dichiarato che “c’è innanzitutto la volontà di sottolineare una presenza d’autore che non sia solo sulla carta, ma che ci sia in carne e ossa, in quanto persona viva e orale oltre che scritta“. Nel caso specifico, l’incontro di stamattina ha previsto un laboratorio, in cui i bambini sono stati impegnati a creare, pressoché autonomamente e con materiali quali la carta, il cartone, i colori a cera, degli elementi finalizzati alla realizzazione dello spettacolo finale: “il laboratorio prepara i bambini al successivo atto espressivo corale, il più possibile curato nei limiti delle possibilità di concentrazione, e attiva tutta una serie di controtendenze alla comunicazione veloce, forsennata, approssimativa, puntando, invece, su una serie di elementi comunicativi un po’ in disuso, quali la lentezza, la storia, il racconto, la coralità, la prova e la ritualità, per dar vita a un momento di espressività non “caciarosa” come spesso purtroppo accade sia a livello televisivo sia in occasione di feste per bambini, in cui c’è la tendenza a gridare. Qui si vuole fare qualcosa di diverso“.
Scrittura e spettacolo sono, con Piumini, due aspetti complementari della stessa espressione artistica, coerentemente con la scelta di essere un autore orale oltre che scritto: “a seconda degli spettacoli, che rivolgo a bambini come ad adulti, capita che sia da solo o che mi avvalga di collaborazioni” e, per la realizzazione di questo progetto, lo scrittore collabora, appunto, con Monica Rabà, presente a scuola stamattina, “una donna di figura in generale, architetto e illustratrice, con cui ho curato questo modulo molto pensato soprattutto a livello di messaggi“.
Quanto alla capacità dei bambini di aprirsi, accogliere e comprendere problematiche sociali qual è quella trattata nel libro, carica di risvolti morali, seppur trattata con la grazia adeguata a un pubblico di giovanissimi lettori, il punto di vista dello scrittore è molto chiaro: “se l’argomento è presentato nel modo giusto, senza la tensione ricattatoria della colpevolizzazione, il bambino è sensibile e simpatetico con il mondo. Tutto dipende dai metodi educativi e dalla compartecipazione“.
Il prossimo appuntamento con Roberto Piumini e Monica Rabà è per oggi pomeriggio alle 17:30, presso la sede dell’Officina di Avellino.
