Consiglio generale Cisl – Melchionna: “Aree interne al collasso. Bisogna intervenire”
Il segretario generale Lucci: "La povertà non è una condizione astratta, ma una condizione reale generata dall'incompetenza e dalla negligenza degli amministratori locali
Avellino – Si è svolto stamane presso il centro sociale Samantha della Porta il consiglio generale della Cisl Irpinia-Sannio.
Un momento importante per il sindacato per fare il punto della situazione di quest’anno ma non solo un momento di confronto e di incontro tra le varie categorie sindacali al fine di tracciare insieme la strada da seguire nell’immediato futuro che mira, come spiega il segretario generale della Cisl irpinia-Sannio, Mario Melchionna: “a convincere il Governo della necessità di cambiare ancora alcune cose in quella che è la legge di stabilità a partire dal rinnovo del contratto ai dipendenti pubblici, ad allargare la destinazione degli 80 euro anche ai pensionati fino ad arrivare alla necessità di abbassare le tasse ai dipendenti ed intervenire per smascherare le false partite iva che nascondono quelli che sono i veri precari di questo Paese”.
Molti i nodi sviscerati dal segretario Melchionna che, affiancato dal segretario regionale, Lina Lucci, ha ribadito la necessità di intervenire seriamente sulle questioni e non perdere il senso vero della missione che ogni sindacato ha, seguendo la strada politica.
“Non possiamo cambiare linea all’improvviso come hanno fatto gli altri – ha dichiarato la segretaria regionale Cisl Irpinia-Sannio, Lina Lucci riferendosi alle azioni messe in campo da Cgil e Uil in quest’ultimo periodo – Non siamo interessati alla polemica e tantomeno al conflitto. Riteniamo che lo sciopero generale sia uno strumento utile, importante se utilizzato quando ci troviamo di fronte ad amministrazioni locali, nazionali immobili o che cercano lo scontro: questa finanziaria, questa legge di stabilità ha delle cose che abbiamo condiviso che da un lato sono molto interessanti per il Paese ma ci sono altre misure che non abbiamo condiviso e lì stiamo tentando di aprire un’interlocuzione con il Governo. Andare allo sciopero generale per Cgil e Uil significa altra cosa. Significa far parte di una minoranza che cerca il conflitto che è dentro il PD e non ha nulla a che vedere con i problemi reali del Paese e noi non siamo interessati a questa conflittualità, anzi ci guardiamo bene dal partecipare”.
Più incisivo Melchionna “Sul logo della Cisl c’è scritto 100% sindacato no 50% sindacato e 50% partito. Noi non siamo la stampella di nessuno, sono gli altri che si devono confrontare con noi. Se abbiamo ottenuto dei risultati è stato grazie all’aver preferito il confronto continuo con la politica anzichè lo scontro. La Cgil e la Uil ieri sottolineavano come oggi avremmo tenuto una riunione di condominio ma che ben venga noi nelle nostre “riunioni di condominio” parliamo di sindacato non di chi politico dobbiamo sostenere. Quando siamo stati uniti abbiamo ottenuto risultati ma quando si pensa di dividerci perchè ognuno pensa di avere la verità in tasca i risultati arrivano meno. Noi siamo per l’unità sindacale ed aspettiamo che dopo questo sfogo la Cgil e la Uil ritornino per ragionare insieme sul bene dell’Irpinia e del Sannio altrimenti andremo avanti da soli”.
Intanto lo scenario presentato stamattina è disastroso. Si continuano a registrare situazioni di disagio a partire dal tema sanità sociale per poi proseguire verso il ridimensionamento scolastico, il caos alloggi, la vertenza dei forestali. Situazioni queste che “sono tutte di priorità assoluta. Tutti i settori sono in difficoltà e non riescono a trovare una soluzione concreta. A parte il caso Irisbus che è frutto di un’ottima sinergia – commenta Melchionna – ci sono ancora questioni irrisolte che necessitano di fatti concreti come l’alta capacità e l’isochimica“
“Il governo nazionale -ha rimarcato la Lucci, spostandosi sulle questioni regionali - ha scippato alle regioni del sud: Calabria, Campania e Sicilia circa 12 milioni di euro. Ed il rischio del dissesto per i comuni che hanno richiesto questi fondi è dietro l’angolo. Noi dobbiamo fare attenzione, per evitare di cadere in errore, che ci sono cose che non vanno bene nel governo Renzi ma neanche nel governo Caldoro ma non è pensabile continuare a scontrarsi senza portare a casa un risultato. Noi abbiamo assunto un atteggiamento di grande responsabilità, ci sono altre condizioni del Paese, della Regione, condizioni economiche che richiedono una mobilitazione costante. Vinci solo se pressi continuamente le istituzioni e non le molli un solo istante. Vinci se presidi gli uffici dei dirigenti, dei funzionari. Vinci se sei fuori agli edifici dei Ministeri. Tutto il resto è aria fritta. La povertà, la disoccupazione non sono condizioni astratte ma condizioni generate dalla negligenza dall’incompetenza e dalla disattenzione degli amministratori locali”.
“Povertà e disoccupazione – ha aggiunto Melchionna – si fronteggiano investendo, portando risorse economiche, portando sviluppo, riaprendo le fabbriche, dando aiuto alle fabbriche che sopravvivono, aiutando i giovani che non trovano lavoro, attuando investimenti veri e non di facciata. Abbiamo toccato un punto molto preoccupante: le cifre della disoccupazione sono impressionanti, centinaia di famiglie non trovano più il modo di andare avanti e sopravvivere e la politica invece pensa ad altre cose. Pensa ad esempio a chi deve essere il candidato alle prossime regionali, pensa al se si fanno o meno le primarie mentre altri partiti stanno facendo altri giochi ancora più sporchi per capire chi piazzare e poi bruciare il primo nome che viene fuori ma nessuno si preoccupa di dare una risposta ai cittadini. Io – prosegue - provocatoriamente ribadisco che il presidente della Regione Campania deve essere un irpino o un sannita. Non vogliamo più nè napoletani nè casertani tantomeno salernitani. Abbiamo il diritto, la dignità, da poter richiedere un presidente della Regione Campania? L’ultimo presidente della Regione Campania degno di questo nome è stato Giovanni Grasso. Dopo di lui non c’è stato nessun presidente della Regione Campania ma solo presidenti della “Regione Campania Napoli”. Siamo stufi di questa cosa, non è campanilismo, ma la devono smettere di trattare l’Irpinia e il Sannio come vere e proprie aree di Serie B. Vengono da noi per beneficiare delle nostre ricchezze naturali poi alla prima occasione ci portano rifiuti. O la politica da uno scatto di dignità e d’orgoglio oppure noi come Cisl faremo tutte le battaglie ma sono altrettanto convinto – conclude – che da soli non ce la si può fare. C’è bisogno di una sinergia della politica, delle istituzioni, da parte di tutti i cittadini perchè siamo stanchi di combattere contro i mulini al vento”.
di Francesca Contino