Avellino, De Blasio “Il direttivo è innocente sul bilancio, basta offese”

Il direttivo di via Tagliamento difende il tesoriere Michelangelo Ciarcia

de blasioAvellino – Il segretario Carmine De Blasio, durante la conferenza intitolate le idee fanno sempre la differenza, tenutasi presso l’asilo Patria e Lavoro, a poche ore prima della conferenza del tesoriere Ciarcia, replica sulla questione bilancio.

“De Blasio non utilizza i soldi del partito. Ogni qualvolta si prova a mettere in campo un dibattito politico diverso dalle meschinità e dalle miserie c’è sempre qualcuno, o meglio ancora gli stessi, che tendono a riportare la politica sul terreno delle polemiche. In questo caso siamo in presenza di una situazione realmente paradossale. Per anni non si è discusso del bilancio all’interno del partito. Non sono a conoscenza se siano stati mai approvati o discussi. Ci siamo confrontati per due direzioni provinciali su questo argomento. Il bilancio, affrontato, è quello relativo al 2013. In quell’anno ricoprivo una carica di rappresentanza all’interno del partito, non una responsabilità di gestione. Nelle ultime due riunioni, tenutesi alla presenza di numerosi iscritti, nessuno ha mai sollevato alcuna obiezione al tesoriere, figura di garanzia eletta dall’assemblea. Rispetto alla questione del bilancio, si è anche votato. Al momento delle urne, è venuto meno il voto legale. Non c’è stato nessun voto contrario. Io non so definire come in un momento così delicato per il paese, come le vicende che stiamo seguendo, gettare fango senza sollevare le questione e senza individuare il problema significa accusare il segretario di nascondere qualcosa, mentre non è una questione che riguarda questa direzione, ma un qualcosa legato alla gestione precedente e di conseguenza condiviso con tutti”.

Il membro del direttivo non manca di scagliare qualche dardo nei confronti dei suoi avversari di sempre. “Colui che solleva tali accuse, allora, ricopriva la carica di vicesegretario. Per quanto lo sforzo sia significato, a partire proprio dalla conferenza programmatica, momento per aiutare un territorio in stato di sofferenza, questa modalità cronica di distruggere non solo non aiuta il Partito Democratico, ma non fa bene a tutti coloro che intendono portare avanti le ragioni della cosa pubblica, come impone la logica crispina. Parlare di soldi, significa illudere i cittadini con qualcosa che non ha ragione di esistere. Neppure il segretario ha la responsabilità come dirigente di accompagnare, durante questo percorso, una persona del calibro di Michelangelo Ciarcia. Nessuno, infatti, si sacrifica per garantire a questo soggetto politico lo stesso impegno. Si è sempre dimostrato disponibile ad organizzare, così come faccio. E’ troppo facile creare confusione. Non vogliono bene a questo partito coloro che continuano a gettare fango. Se noi dovessimo stare alle dichiarazione dei giornali, dovremmo chiudere quanto prima le porte di via Tagliamento”.

Il segretario, comunque, esalta il lavoro della direzione provinciale, durante l’ultima conferenza programmatica. “Il vero partito, però, è quello dell’hotel Cappuccino, ovvero la parte pensante, quella che un senso di rabbia ed insofferenza verso tali atteggiamenti. Sul territorio, c’è un soggetto fatto di volontari, contributo attivo e di riflessione, capace di organizzare una risposta sui problemi. Noi scegliamo questa strada. Non possiamo obbligare qualcuno a stare zitto, rendendo più ,misero il dibattito attuale. Ognuno sceglie di qualificare il proprio impegno, certamente non lo so si può obbligare. Questo è un partito realmente democratico.Io mi auguro che possa finire questa battaglia, però, fa tropo gusto stare sulla barricata, gettare fango addosso ed immaginare il peggio. Non capisco, però, che senso ha tutto ciò. Il bilancio è stato votato anche con il voto favorevole dell’opposizione. Su quest’argomento, le ripeto non c’è stato alcun voto contrario. Non c’è una lista di avversari. Io capisco l’esigenza di valorizzare dal punto di vista mediatico, certi comportamenti o certi personaggi, ma il Pd è un’altra cosa. Se non avessimo questo convincimento, avremmo poche ragioni per stare in un contesto, troppe volte, caratterizzato da condizioni di pochezza. Quando non si riesce a dare un limite, sia quando ci si parla che si scrive, significa menefreghismo. Noi di fronte all’evidenza, scegliamo il partito della rappresentanza. Mai c’è stata un’iniziativa territoriale così partecipata. Non passa una settimana senza confronti, ma allo stesso tempo non basta chi fa polemica”

L’esponente del Pd parla addirittura di riti scaramantici. “I gufi sono un’altra cosa. Quelli sono sugli alberi a guardare. Tutti, comunque, devono capire che all’interno di qualsiasi organizzazione ci sono regole fondamentali o meglio ancora elementari. Se uno non riesce a rispettarle, deve scegliere un’altra strada. A me fa male, quando qualcuno crea dubbi sulla professionalità di chi si impegna per il bene del partito. Ritornarci sopra, però, credo sia il colmo, perchè riguarda qualcosa che non deve essere nascosto da nessuno”.

Source: www.irpinia24.it