Forestali – Al via la cinque giorni di protesta. Venerdì a Napoli in cerca di certezze

forestali scioperoAvellino – Un nuovo tavolo, al più presto, tra sindaci, sindacati, deputati irpini e l’assessore regionale Nugnes per trovare una soluzione al problema dei forestali. Questo il risultato ottenuto stamattina, al termine dell’incontro con il vice-prefetto di Avellino in seguito alla manifestazione organizzata dai 1200 operai forestali irpini che stamane hanno invaso la città per protestare ancora una volta sulla grave situazione che stanno vivendo da più di tre anni.

Tre anni che, come hanno sottolineato i sindacati “hanno visto l’assunzione, da parte della Regione Campania, di innumerevoli impegni e promesse che non sono state mantenute”.

“Non stiamo chiedendo nulla di impossibile – ha commentato Raffaele Tancredi della Flai Cisl – La Regione non sta rispettando gli impegni che ha preso e c’è il rischio che i lavoratori a tempo determinato, per quest’anno, non possano svolgere il loro lavoro e perdendo così il reddito ed i contributi previdenziali. Stiamo chiedendo il rispetto per la dignità di questi lavoratori che non percepiscono lo stipendio ormai da anni”.

Sono circa 100 milioni di euro, i fondi assegnati e non accreditati alla comunità montana. Di questi, 9 milioni sono del 2011, 18 milioni sono del 2012 e a questi c’è da aggiungere la differenza per l’anno 2013 e tutti i fondi del 2014.

“Questi fondi non sono soldi regionali ma europei: è una vergogna – denuncia dal palco, Giuseppe Carotenuto, della Flai Cgil regionale – E’ una vergogna che Caldoro non stia pagando le comunità montane e che abbia abbandonato le zone interne, è una vergogna l’assenza dei consiglieri regionali di questa provincia. C’è bisogno di una riforma che  investa sul territorio donandole nuova dignità, una riforma che elimini gli sprechi che non si traducono nei mille euro mensili degli operai forestali ma negli sprechi della Regione. Venerdì, a Napoli si gioca l’ultima partita e Caldoro deve, una volta per tutte, assumersi le sue responsabilità e dare risposte concrete oppure deve andar via insieme a tutti i consiglieri regionali che in questi anni sono stati capaci di raccontare solo chiacchiere”.

Ed è proprio per smuovere nuovamente le acque e far si che qualcosa si muova in Regione che i sindacati unitamente ai sindaci dei comuni ed i lavoratori forestali hanno deciso di organizzare cinque giorni di protesta che si concluderanno venerdì a Napoli quando in Regione verranno chieste al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, sicurezze in merito alla risoluzione del dramma dei forestali. Un dramma che può essere risolto solo con “una riforma seria della legge 11 che – dichiara Carmine Sarnese della Flai Cisl Campania - affiancata da una volontà politica di governare il territorio ed una forestazione degna può risollevare le sorti di questo settore fondamentale per le aree interne ma che sta scomparendo”.

“Questo settore ha necessità di continuare ad esistere – evidenzia il primo cittadino di Conza, Vito Cappiello – perchè funge da grande supporto per i comuni delle aree interne con la manutenzione delle strade e non solo. La Regione si deve adoperare affinché dia vita ad azioni mirate sul territorio e non lasci che le aree interne siano abbandonate a se stesse“.

Ad accompagnare operai e sindacati verso la Prefettura erano presenti anche i sindaci di Casalbore, Bisaccia, Lioni, Cassano, Montemarano, Conza e S. Lucia di Serino. Intanto, la sfiducia da parte degli operai è sempre più alta: “La soluzione è molto lontana perchè il governo regionale non ascolta i nostri problemi – sottolineano gli operai – A testimonianza di ciò vi è anche l’assenza dei consiglieri regionali irpini che noi abbiamo votato e ci fa pensare che sono buoni solo nel momento in cui devono farsi votare mentre quando devono fare il loro lavoro scompaiono, come oggi. I soldi ci sono ma prendono altre strade costringendoci a chiedere prestiti e ad indebitarci. Noi continueremo la lotta fino a che non avremmo risposte certe. Caldoro deve capire che o ci da sicurezze o con i forestali ha chiuso”.

Intanto, domani la protesta si sposterà a Caserta mentre mercoledì lo sciopero è atteso a Benevento e giovedì a Salerno per poi dirigersi tutti insieme, venerdì 11, a Napoli dove si spera, ancora una volta, che questa situazione possa trovare davvero una soluzione tale da garantire i livelli occupazionali e lo sblocco dei fondi.