Congresso PD, Maria Rusolo: “Il congresso unitario rischia di essere l’ennesima farsa”

Continuano le bufere in casa PD, dopo il vertice degli organi regionali che di fatto ha confermato il regolamento per il tesseramento

avv-maria-rusolo-3349Avellino – Continuano le bufere in casa PD, dopo il vertice degli organi regionali che di fatto ha confermato il regolamento per il tesseramento. Si comincia il 14 Settembre e a guidare questa fase in provincia, come già noto, sarà David Ermini. Il commissario ha parlato di congresso unitario, in vista delle politiche con Grillo e Salvini come avversari.

Maria Rusolo, presidentesse di EuDem, ha risposto ad alcune domande sulla questione.

La direzione regionale non ha fatto che confermare le direttive ordinarie per la celebrazione del congresso. Di fatto il Direttorio è un’esperienza conclusa, “eppur si muove”…

“Come primo step mi riservo, in quanto avvocato, di leggere il regolamento perché spesso i cavilli burocratici hanno conseguenze politiche. Per quanto riguarda il direttorio ribadisco quanto ha già affermato il presidente del consiglio regionale, Rosetta D’Amelio, cioè che non esiste più in carica nessun direttorio, quindi non capisco la volontà del commissario Ermini di convocarne i membri. Sarebbe stato più giusto convocare un’assemblea degli iscritti o al limite convocare i segretari di circolo. Avremmo dato un bel segnale al popolo di questo partito che mantiene in vita politicamente ed economicamente la nostra comunità nei territori italiani”.

 Il 14 settembre partirà ufficialmente il tesseramento, ma nonostante ciò resta la preoccupazione che il congresso slitti ancora…

“Una settimana fa ho rilasciato un’intervista a Telenostra e anche in quell’occasione ho manifestato di avere il sentore che il congresso possa celebrarsi dopo le politiche. Il Partito Democratico da molti anni riserva sempre delle sorprese piuttosto scoppiettanti. Se ci avviamo a celebrare il congresso ben venga, ho sempre sostenuto la necessità di un congresso ordinario, ma mi sarei aspettata una discussione politica seria e la presentazione di mozioni, invece ci si sta concentrando sull’aspetto legato ai numeri del tesseramento. In questo modo il nostro partito di dimostra ancora una volta lontano da quelle che sono le questioni politiche provinciali, regionali e nazionali. Noi facciamo parte del Mezzogiorno d’Italia e qualche numero positivo di crescita economica ci sfiora soltanto e facciamo parte di un Paese europeo che si appresta a delle sfide sempre più importanti. Il partito democratico di questa città è profondamente lontano dai temi caldi come la sanità, le risorse energetiche rinnovabili, il lavoro, la necessità di investire in opere pubbliche che abbiano un tornaconto futuro, il problema dell’accoglienza. Non abbiamo parlato sinora di nessuna di queste urgenze, ma rimaniamo ancorati alla logica del tesserificio e viviamo la fase congressuale come una fase in cui ci si spartisce una torta. Chi sui giornali parla di ritornare alla politica è perché probabilmente non l’ha mai fatta, mentre io e il gruppo di di cui faccio parte cerchiamo da anni di discutere e alzare l’asticella del dibattito”.

Ermini ha parlato di congresso unitario, per evitare consorterie e conte interne di voti. Secondo lei è la terapia giusta per il partito provinciale?

“Ho sempre sostenuto che rispettare le varie anime del nostro partito non significhi avallare consorterie. Il congresso unitario è un’idea inconsistente, perché la sintesi si cerca discutendo. Il punto d’incontro non è fatto da un accordo a tavolino ma dal confronto di tesi e antitesi. Se mi parlano di unità intesa come la designazione di un candidato unico e poi questo candidato rappresenta i nostri interessi sul territorio, siamo lontani da un congresso libero, trasparente e corretto che torni a parlare alla gente. Sono giorni che provo a far tesserare persone che per 9 anni hanno sostenuto il nostro partito o che comunque vengono dalla scuola di pensiero comunista e ricevo sempre la medesima risposta, ossia che non sono disposti a far parte di questa comunità, vedendo sempre le stesse facce, e quando ricevo qualche soddisfazione mi viene puntualizzato che quella scelta deriva da persone come me e i miei compagni che vogliono il rinnovamento del partito. Noi partiremo dalle nostre tesi di Luglio, dalla questione morale nel partito e dalla volontà di costruire un’idea nuova di città in vista delle elezioni 2018″. 

Sul partito democratico potremmo dire che aleggiano sempre spettri in vista dei grandi appuntamenti. Crede che il ruolo dell’On. D’Agostino possa essere determinante?

“Non mi occupo di fantascienza. Non ho mai creduto nel partito chiuso, ma penso che non si debbano consentire invasioni barbariche. Se si rispettano le regole è auspicabile invece che ci siano nuovi ingressi. E’ inutile innalzare muri, quando D’Agostino già furoreggia al Comune. E’ l’ennesimo tentativo di ostacolo da parte di chi vuole conservare il potere. Qualunque cosa accada l’essenziale è che si apra un confronto e si discuta dei temi che ho menzionato prima, perché la gente non ci perdonerà un altro congresso farlocco”.

Lei e Giovanni Bove state lavorando su più fronti per parlare delle questioni cittadine, utilizzando anche i social e il canale delle dirette facebook. E’ in qualche modo una provocazione per sottolineare che nel vostro partito non avete voce?

“Con EuDem abbiamo organizzato un evento al mese da quando siamo nati e siamo fra i gruppi più attivi. Al Circolo della Stampa, dove spesso ci incontriamo, sicuramente non siamo in grado di arrivare a folte folle, mentre attraverso facebook riusciamo ad arrivare e a interagire anche con chi non può essere presente o era scettico. Il Prof Anzalone ci ha insegnato a sfruttare ogni strumento per offrire un’analisi dei fatti che accadono ad Avellino. La nostra è una provocazione ma anche una volontà di proporre le nostre soluzioni, le nostre idee. Poi sarà la gente a decidere”.

 di F.C.

 

Source: www.irpinia24.it