Da Roma a Albidona a piedi – La ” calata ” di Michele Laino alla scoperta del Sud
Nativo della Calabria, il ventisettenne fisioterapista laureatosi alla Sapienza di Roma, sta facendo ritorno a casa dopo 8 anni per riabbracciare la cultura meridionale e investire nel luogo in cui è nato
Avellino – Ritorno alle origini attraverso una “ calata “ di 640 km. Questo il progetto, o meglio il viaggio, intrapreso da Michele Laino, ventisettenne calabrese originario di Albidona che ha vissuto gli ultimi otto anni della sua vita a Roma per studiare fisioterapia alla “ Sapienza “. Una volta conseguita la laurea, ha cominciato a lavorare presso il Policlinico Gemelli finchè non ha deciso di intraprendere il suo viaggio per investire nel proprio territorio e riscoprire le proprie radici, a lui tanto care.
“ Una scelta di controtendenza se si considera il periodo storico che stiamo vivendo – dice – che è la continuazione di decenni di spopolamento e di emigrazione. Questa scelta di ritornare alle origini e investire nella mia terra può essere considerata come uno shock, perciò ho deciso di farlo lentamente e cimentarmi, dunque, nella calata: ossia un percorso di 640 km diviso in 33 tappe per scoprire quel territorio e quella cultura che ho lasciato 8 anni fa “.
Nel corso del suo viaggio, il quale lo ha momentaneamente condotto ad Avellino, Michele ha conosciuto molte persone e si è imbattuto in realtà molto suggestive come Associazioni, Amministrazioni e anche imprenditori che, nonostante le difficoltà obiettive del meridione, hanno deciso di restare e combattere per coronare un ideale o un sogno, cioè quello di vivere nella propria terra e non solo di nascerci e morire.
Il giudizio sul capoluogo irpino è stato molto positivo. “ Avellino è una città molto attiva dal punto di vista giovanile – continua – c’è un bel gruppo compatto formato da diverse associazioni che collaborano all’unisono per un fine comune. Qui i giovani sono molto lungimiranti rispetto a una classe politica ultra cinquantenne, perché si è compreso che l’unica arma per lo sviluppo del Sud è la collaborazione verso un fine comune. In pratica, che l’unione fa la forza “.
Ritornando al viaggio, Michele confida alla stampa che sta pensando di scrivere un libro alla fine del suo cammino. D’obbligo il condizionale perché realizzarlo non sarà cosa semplice, in quanto, non vorrà trascurare nessun dettaglio di ciò che ha visto. “ Se mai realizzerò questo lavoro – spiega – sarà di sfondo pragmatico e non spirituale. Raccontare il Sud, le conoscenze fatte, e le esperienze vissute. Descrivere la realtà toccata con mano insomma, ossia le strategie di sopravvivenza del Sud Italia. E’ brutto dover utilizzare questo termine, sembra cinico, ma è la realtà che si vive qui “.
Tappe scelte a caso ma che rasentano dei criteri definiti e molto semplici. “ Per una questione fisica – commenta Michele – farò sosta ogni 25 km e sempre lontano dalla costa, in quanto quest’ultime essendo zone di passaggio non potevano essere utili al mio progetto. Seguirò la via Appia fino a Potenza e poi procederò per la SS92, strada che porta alle mie zone. Inoltre, come altro criterio, ho preferito inserire nel mio “ itinerario “ paesi che non superassero i 15000 abitanti. Le uniche eccezioni saranno Potenza, e appunto Avellino. L’obiettivo è capire cosa significa SUD in Provincia “.
Michele è arrivato ieri ad Avellino, ed è stato accolto in maniera eccezionale dal Forum dei Giovani e della Pro Loco, le quali hanno fatto da Cicerone al noto Forrest Gump mostrandogli alcuni aspetti e luoghi della nostra città. Michele resterà nel capoluogo anche oggi e il tour proseguirà, dopodiché, si rimetterà in marcia alla volta di Castelfranci e Lioni, per poi lasciare l’Irpinia e proseguire con le sue tappe.
Una storia molto interessante e un progetto degno di stima e ammirazione. Un ragazzo che aveva cambiato il suo futuro, attraverso gli studi effettuati fuori dalla propria città, e che si era già affermato nel mondo del lavoro. Ciò nonostante, la volontà di mostrare che il nostro Sud ha ancora una speranza lo sta conducendo nuovamente tra le braccia delle sue radici. Una scelta di puro cuore, di chi non si arrende, di chi preferisce combattere piuttosto che gettare la spugna e voltare le spalle a tutto per un fine migliore. Non sappiamo come sarà il futuro di Michele, ci auguriamo che possa trovare quello che cerca e che potrà realizzare un giorno il suo sogno, ma quel che è certo, è che tutti noi meridionali, abbiamo una lezione da imparare da questo ragazzo, perciò …
Corri Michele corri … !!! ( o meglio cammina)
di Michael Mambri