Di Pietro, Mancino, Schifani e Caldoro – Questi i protagonisti politici presenti per Rotondi
L’ultimo libro presentato oggi pomeriggio, dal titolo “Meglio la casta. L’imbroglio dell’Antipolitica”
Avellino – Oggi pomeriggio nella sala della Camera di Commercio è stato presentato l’ultimo libro di Gianfranco Rotondi “Meglio la casta. L’imbroglio dell’Antipolitica”. A partecipare all’incontro numerosi protagonisti della vita politica del Paese: i Presidenti emeriti del Senato Nicola Mancino, Renato Schifani; il Senatore ed ex p.m. Antonio Di Pietro e l’On. Stefano Caldoro, moderati dal giornalista Angelo Polimeno, del Tg1.
Ciò che emerge in via prioritaria, trovando tutti di comune accordo, è la nota provocatoria che il libro ha. “Il tema, la Casta, è affrontato con maestria dal coraggio di Rotondi” – queste le parole del Presidente Schifani che aprono il suo intervento focalizzato su ciò che oggi si può fare per destrutturare la classe politica da questa definizione usata con un’accezione completamente negativa, quale Casta: “Dobbiamo contrastare questo dogma, portando esempi reali attraverso lo stile di vita, le relazioni che ogni politico tesse con i cittadini. Io ad esempio all’inizio della mia carriera politica, ho mantenuto la residenza a Palermo per cinque anni e nel weekend rientravo sempre in Sicilia, per mantenere un radicamento e non perdere gli amici di sempre e il contatto con la mia gente”. “E’ forse questo che oggi si è perso un po’ – conclude Schifani –, ci si è dimenticati che la politica è un servizio che si presta al Paese, non a se stessi, e va svolto con grande umiltà e dedizione. Nella politica bisogna andare sempre avanti anche quando si pensa sia inutile”.
L’onorevole Caldoro, più introspettivo, si focalizza su quelle che sono le responsabilità della politica italiana, che inciampa sempre nelle stesse dinamiche, non trovandone soluzione: “La colpa, è della politica che dal 1992 in poi non è riuscita a rinnovare un Paese attraverso delle sane riforme. Anche Renzi, oggi, cade sugli stessi elementi, le riforme, che non convincono l’elettorato destituendone il potere. C’è una richiesta da parte della cittadinanza di una maggiore inclusione in quella che è la vita politica del proprio Paese e la Casta è diventata tale perché ha dato l’impressione di difendere più se stessa che la nazione. Questa è la grossa colpa della politica italiana, che ha poi permesso l’emergere dell’eccesso, ovvero l’Antipolitica che non è perseguibile in quanto è ancor più destabilizzante di un politico che non fa il suo dovere al pieno delle sue facoltà”. Caldoro conclude: “Riflettiamo sul fatto che chi ci propone la salvezza, si configura già come una Casta, dei giornalisti, dei rivoltosi e così via. Il punto è non togliere autorevolezza alla politica, capirne le criticità ma rispettarne la dignità”.
La discussione si sposta su tre criticità che il sistema politico italiano sembra aver “gestito male” dal 1992 in avanti , il giornalista Polimeno li riassume così: “La prima si configura nella stipula del Trattato di Maastricht, in cui l’Italia aveva come protagonista il governo Andreotti, passando poi per la II° Repubblica, in cui l’Italia ha avuto una “pessima performance”; la seconda è stata la spinta alla privatizzazione come strumento per sanare il debito pubblico, mai verificatosi, infatti ancora oggi ci portiamo questa zavorra; e ancora la privatizzazione della Banca d’Italia”. Il Senatore Antonio Di Pietro, grande protagonista della storia italiana di quegli anni, riassume queste grandi crisi che la politica italiana ha attraversato ad una constatazione che può sembrare banale, ma che toglie il velo di demonizzazione che da sempre accompagna il “politico di turno”: “Nella I° come nella II° Repubblica ci sono stati buoni e cattivi politici, mani pulite e mani sporche. Come sottolinea Rotondi in ogni capitolo del suo libro, introdotto da un “Falso” che poi si evolve in “Salvo che”, come per sottolineare che c’è sempre l’eccezione che conferma la regola”.