Trafficanti di vite umane, rispondiamo “Prima Sophia, prima l’Uomo”

L'Onu ha deciso di intervenire, autorizzando la caccia agli "speculatori del mare".

trafficantiAvellino – Migranti e simil luoghi. In effetti sembra che non si legga d’altro, in tutte le salse. Sembra che ognuno, ben nascosto, dietro lo schermo del suo pc, sia pronto a dispensare verità e saggezza online alla platea di commentatori, maniaci della tastiera, che si avventano sull’argomento. E ce n’è proprio per tutti i gusti e per tutti i dialetti. Sappiamo già cosa scrivono, cosa pensano, come lo dicono.  

Oggi diamo consistenza a quelle idee ben espresse, circa la necessità di risolvere un problema, che certamente non è un’invenzione dei fascisti o dei razzisti, ossia quello del commercio dei migranti, dei trafficanti che lucrano sulle vite umane, nel viaggio della “speranza” del Mediterraneo. L’Ue, finalmente, ha deciso di intervenire, procedendo a ispezionare e a sequestrare barconi, attraverso l’operazione navale chiamata Sophia.

Pare che il nome sia stato scelto dall’ex Ministro degli Esteri, Mogherini, mentre è cosa certa che esso sia stato scelto in seno alla nascita di una bambina data alla luce, grazie al salvataggio di un barcone alla deriva. 

L’Onu ha dato il via libera alla missione Sophia, che consentirà alle forze dei singoli stati di controllare la situazione dei barconi, di scoprire e incriminare quei trafficanti che sinora sono rimasti più all’ombra delle cronache giornaliste, ma che invece hanno un ruolo fondamentale nel dramma che tutti noi stiamo vivendo. E’ proprio dalle loro attività illecite che dipende il flusso “incontrollato” di persone, dove per incontrollato non ci si riferisce ai numeri, ma al genere di persone che approda sulle nostre coste. Questa, però, è altra discussione, nel merito della quale sarebbe difficile entrare senza rischiare di dare il messaggio sbagliato, ma sia che si tratti di chi arriva e di chi lucra, il principio che dovrebbe animare la coscienza si può riassumere nel monito ‘Prima l’uomo’.  Ogni volta che stiamo per affibbiare etichette, dovremmo dire a noi queste parole.

Prima l’uomo, prima la comprensione, prima la solidarietà. Prima combattere l’idea che l’uomo possa essere una merce di scambio, un mezzo in mano a scafisti malavitosi, in mano a politici corrotti, a persone che cercano spasmodicamente il consenso o “il like” nell’era della dubbia civiltà digitale. Salvare vite, recuperare, dove possibile, quegli uomini che tanto fanno paura, ma che non sono diversi dai nostri ‘piccoli’ delinquenti, da quegli uomini che non saranno sempre recidivi, se la società sceglierà di occuparsene in maniera seria. Prima non speculare, specialmente dalle fila di questo mestiere, con titoloni fuorvianti. Basta con l’ipocrisia del distinguo di nazionalità, se è italiano e ruba è solo un ladro, se, invece, è africano è un ladro africano o immigrato. Un ladro è solo un ladro.

Prima la lotta alla criminalità, prima la redenzione dal pregiudizio, prima Sophia e tutti quelli che non possono essere lasciati in balia del mare.

 

di Francesca Contino

 

 

Source: www.irpinia24.it