Chianche – Ennesima intimidazione ai danni di Corrado Cecere
L' Associazione Primavera Irpinia: "Vai avanti e non farti piegare da questi vili attacchi"
Chianche – Solidarietà unanime nei confronti del consigliere Corrado Cecere, storico e coraggioso esponente del centrodestra in Provincia di Avellino, vittima di un’ ennesima intimidazione. La notte tra sabato e domenica l’abitazione di campagna di Cecere sarebbe stata saccheggiata da ignoti che hanno distrutto sanitari, porte e arredi. Non è il primo atto intimidatorio nei confronti di Cecere al quale nove mesi fa è stato incendiato un escavatore; sono state abbandonate lastre di amianto in un terreno nei pressi della propria abitazione e ancora, fatte minacce al figlio. “Non ne possiamo più di vivere in questo stato di tensione continua, ha affermato Cecere, ora vado in Procura a denunciare tutti i misteriosi accadimenti subiti dalla mia famiglia“. Il consigliere d’opposizione di Chianche, Corrado Cecere, è convinto di essere finito nel mirino di vandali che vogliono solo intimidirlo.
Tanti i messaggi di solidarietà e vicinanza giunti nei confronti del consigliere. Tra questi Sabino Morano, a nome dell’Associazione Primavera Irpinia: ”È triste constatare come il livello della politica sia sceso in basso: dal turpiloquio del sindaco di Avellino Paolo Foti, alle offese del Presidente della Campania Vincenzo De Luca fino ad arrivare alle questioni locali non trasmesse dai media. Questo svilimento del civile dibattito e questi atti di irresponsabilità istituzionale ci portano ad un’amara riflessione e a una dura presa di posizione verso una certa deriva politico-amministrativa. Chi riveste ruoli istituzionali dovrebbe avere maggior senso di responsabilità ed evitare esempi negativi. All’amico Corrado Cecere rinnoviamo il nostro sostegno politico e la nostra stima. Caro Corrado, vai avanti e non farti piegare da questi vili attacchi. Tutto il gruppo di Primavera Irpinia ti è vicino e presto saremo ancora una volta al tuo fianco a Chianche per portare avanti la battaglia contro il biodigestore e per restituire dignità a un territorio ancora troppo isolato e abbandonato al proprio destino“.