Solofra – La lettera di Moretti al sindaco dopo le aggressioni avvenute in seduta

SolofraSolofra – Nicola Moretti, consigliere comunale, ci invia la seguente lettera aperta inviata al Sindaco e ai Consiglieri Comunali di Solofra, riferita alle aggressioni gestuali e verbali subite dal sottoscritto nelle Sedute di Consigli Comunali

“Signor Presidente, Signori Consiglieri,

il rispetto dovuto ad un Consigliere Comunale è espressione di educazione e comprensione del ruolo assegnato allo stesso dai cittadini; è fondamentale, per la civiltà del dibattito consiliare, per l’esempio che noi tutti costituiamo per la vita civile della nostra Città, che ognuno di noi, nell’illustrare al Consiglio  le proprie idee e nell’argomentare i propri interventi, non venga interrotto se non per gravi motivi che è in capo al Presidente del consesso valutare.

Dobbiamo tutti, Sig. Presidente e Sigg. Consiglieri, concedere la dovuta attenzione ed il necessario ascolto anche quando questo possa risultare fastidioso. Non siamo bambini, ma Amministratori di una Città illustre e gloriosa, di gente lavoratrice che non merita sbertucciamenti e risse verbali e gestuali durante i Consigli.

 Eventi come quello verificatosi durante la Seduta del 16 Maggio c.a. ed anche in precedenti Sedute, da parte di Assessori nei confronti dei Consiglieri di opposizione consiliare, in cui si è assistito all’arbitrario intervento dei Vigili Urbani e Carabinieri, non sono, dunque, ammissibili.

É dovere del Presidente e di ogni Consigliere rispettare il regolamento del Consiglio e non dar luogo a spettacoli inverecondi e imbarazzanti per chi li produce e fastidiosi per chi li subisce o li osserva; bisogna evitare i comportamenti minacciosi e i toni esagitati.

Il Consiglio Comunale non è l’anfiteatro Flavio dei gladiatori e delle bestie, ma il  luogo della più composta democrazia e del confronto.

Sebbene sia chiaro e lapalissiano, è opportuno evidenziare che la ratio di questa lettera è individuabile nella pretesa del doveroso rispetto per la democrazia e per chi la esercita e non in un semplice strumento di difesa da attacchi personali, seppure ingiustificati ed illegittimi, anche perchè ciò che sta a cuore allo scrivente è prima di tutto il bene di Solofra.”