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	<title>Irpinia24 &#187; ECONOMIA</title>
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		<title>Alto Casertano, il Made in Italy guarda al futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 07:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel cuore dell’Alto Casertano, all’interno della suggestiva cornice del borgo medievale di Tora e Piccilli, si è tenuto un importante momento di confronto istituzionale incentrato sulle strategie di promozione e internazionalizzazione del patrimonio vitivinicolo e agroalimentare locale. L’incontro, inserito nel programma della manifestazione “Briganti e Vino: Festa del Brigantaggio”, ha preso le mosse dal dibattito intitolato “Il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small"><img class="alignleft  wp-image-407386" alt="Tora e Piccilli" src="http://www.irpinia24.it/wp/wp-content/uploads/2026/07/Tora-e-Piccilli.jpg" width="378" height="162" />Nel cuore dell’Alto Casertano, all’interno della suggestiva cornice del borgo medievale di Tora e Piccilli, si è tenuto un importante momento di confronto istituzionale incentrato sulle strategie di promozione e internazionalizzazione del patrimonio vitivinicolo e agroalimentare locale. L’incontro, inserito nel programma della manifestazione “<i>Briganti e Vino: Festa del Brigantaggio</i>”, ha preso le mosse dal dibattito intitolato “<i>Il valore del territorio: il vino e le eccellenze locali alla sfida del mercato globale con la Certificazione Federitaly 100% Made in Italy</i>”, volto a tracciare la rotta per la difesa e la valorizzazione dell’autenticità produttiva territoriale. L’evento è stato introdotto e condotto dal giornalista Domenico Letizia, responsabile dell’Ufficio Stampa di Federitaly e direttore della rivista della federazione Consulenti&amp;Impresa, il quale ha aperto i lavori portando ai presenti i saluti istituzionali del Presidente Nazionale di Federitaly, Carlo Verdone. Il focus del dibattito ha evidenziato come la vera forza del brand locale risieda nella tracciabilità e nella capacità di raccontare la storia racchiusa in ogni singola bottiglia e in ogni prodotto tipico. La risposta del territorio è stata immediata e concreta, traducendosi già nell’adesione di due realtà locali alle attività di Federitaly per l’avvio dell’iter di ottenimento del prestigioso marchio di certificazione 100% Made in Italy, un percorso basato su un rigoroso processo di audit e sull’utilizzo della tecnologia blockchain per garantire la massima trasparenza ai consumatori globali. Tra i protagonisti di questa svolta si distingue il produttore Francesco Del Vecchio di “Terre di Tora”, che ha espresso la volontà di trasformare la propria attività in un punto di riferimento per la promozione enogastronomica della zona e l’Azienda vitivinicola Telaro del Comune di Galluccio. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small">Al tavolo dei relatori hanno preso parte attiva Vincenzo D’Agostino, Sindaco del Comune di Tora e Piccilli, impegnato nell’applicazione delle migliori pratiche di marketing territoriale alla realtà istituzionale per attrarre un turismo esperienziale di qualità, e Simona Fracasso, Presidente di Federitaly Campania, promotrice di uno straordinario lavoro di radicamento dei progetti di tutela e sviluppo della federazione nella regione, la quale ha annunciato di essere già al lavoro per la creazione di un tavolo istituzionale specificamente dedicato alla promozione del turismo nei piccoli borghi. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small">Accanto alle istituzioni, un ruolo centrale è stato ricoperto dall’esperienza diretta dei produttori locali, considerati i veri custodi e motori economici di un comprensorio vitivinicolo in cui i vitigni storici e la biodiversità rappresentano un patrimonio unico.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small">La serata, arricchita dalla rievocazione delle vicende storiche e delle antiche signorie feudali che hanno caratterizzato il passato del borgo, si è rivelata un’occasione straordinariamente efficace per rilanciare il patrimonio materiale e l’identità immateriale dell’Alto Casertano, unendo la memoria storica alla proiezione commerciale internazionale.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Strategia UE sull&#8217;acqua, l&#8217;appello di Confeuro</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[“La strategia europea sull’acqua rappresenta un cambio di paradigma significativo che va accolto con favore. Con la Comunicazione 280/2025, infatti, la Commissione europea riconosce finalmente la risorsa idrica non più soltanto come una priorità ambientale, ma come un fattore strategico per la competitività economica, la tutela del territorio e la sicurezza alimentare. Un’impostazione ulteriormente rafforzata [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><em><img class="alignleft  wp-image-400917" alt="confeuro 2" src="http://www.irpinia24.it/wp/wp-content/uploads/2026/01/confeuro-2.jpg" width="378" height="162" />“La strategia europea sull’acqua rappresenta un cambio di paradigma significativo che va accolto con favore. Con la Comunicazione 280/2025, infatti, la Commissione europea riconosce finalmente la risorsa idrica non più soltanto come una priorità ambientale, ma come un fattore strategico per la competitività economica, la tutela del territorio e la sicurezza alimentare. Un’impostazione ulteriormente rafforzata dall’impegno della Banca europea per gli investimenti, che ha destinato circa 15 miliardi di euro per aumentare entro il 2030 del 10% la resilienza idrica complessiva della Ue”</em>. È quanto dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro &#8211; Confederazione degli Agricoltori Europei. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><em>“La ricetta di Confeuro per una gestione moderna ed efficace dell’acqua parte da un principio fondamentale: prima di realizzare nuove opere, è indispensabile valorizzare e rendere efficienti quelle esistenti. La priorità deve essere riqualificazione, manutenzione e l’ammodernamento delle reti idriche per contrastare le ingenti perdite d’acqua che ancora oggi caratterizzano il sistema italiano</em>.<em> Il secondo pilastro</em> &#8211; prosegue Tiso &#8211; <em>riguarda il riuso della risorsa idrica secondo i principi dell’economia circolare. Occorre incentivare il recupero e il riutilizzo delle acque depurate, anche in agricoltura, trasformando quello che oggi è spesso uno scarto in una risorsa preziosa per il comparto produttivo e per l’ambiente. Infine, è necessario realizzare nuovi invasi intelligenti e multifunzionali, capaci di accumulare l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità, produrre energia e di garantire una gestione più efficiente durante le fasi di siccità, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici”. </em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">Per Confeuro, infine, assume particolare rilievo il richiamo della Commissione Ue al concetto di “paesaggio spugna”, che punta a restituire ai suoli la capacità di trattenere naturalmente l’acqua: <em>“Servono terreni vivi e meno sfruttati, insieme alla tutela e al potenziamento di boschi, foreste e zone umide, ecosistemi fondamentali per favorire l’infiltrazione dell’acqua e rafforzare la resilienza dei territori. La gestione sostenibile della risorsa idrica non può prescindere dalla salvaguardia del capitale naturale”</em>, conclude Tiso.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Confeuro, allarme sicurezza nei campi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 16:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Confeuro esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa del bracciante agricolo di 55 anni deceduto a Borgocarbonara, nel Mantovano, mentre era impegnato nella raccolta delle angurie. Nell&#8217;attesa che le autorità competenti accertino le cause dell&#8217;accaduto, questo drammatico episodio impone una riflessione seria e non più rinviabile sulle condizioni di lavoro nel comparto agricolo, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><em><img class="alignleft  wp-image-401868" alt="conf" src="http://www.irpinia24.it/wp/wp-content/uploads/2026/02/conf.png" width="336" height="162" />&#8220;Confeuro esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa del bracciante agricolo di 55 anni deceduto a Borgocarbonara, nel Mantovano, mentre era impegnato nella raccolta delle angurie. Nell&#8217;attesa che le autorità competenti accertino le cause dell&#8217;accaduto, questo drammatico episodio impone una riflessione seria e non più rinviabile sulle condizioni di lavoro nel comparto agricolo</em>, dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro &#8211; Confederazione degli Agricoltori Europei.<em>È indispensabile che le ordinanze emanate dalle Regioni per vietare le attività lavorative nelle ore di maggiore esposizione al caldo vengano fatte rispettare attraverso controlli efficaci. Non è sufficiente adottare provvedimenti se poi manca un reale monitoraggio della loro applicazione. Quando è in gioco la vita delle persone, servono responsabilità chiare e un sistema di vigilanza capace di prevenire tragedie come questa. Allo stesso tempo, non possiamo più considerare eccezionali le ondate di calore che stanno interessando il nostro Paese. Il cambiamento climatico e la progressiva tropicalizzazione delle temperature rappresentano ormai una realtà con cui istituzioni, imprese e lavoratori devono confrontarsi attraverso politiche strutturali e di lungo periodo. Occorre ripensare l&#8217;organizzazione del lavoro agricolo, prevedendo orari più compatibili con le nuove condizioni climatiche, programmi di formazione continua sulla prevenzione dei rischi e l&#8217;istituzione di presidi medici nelle aree agricole, soprattutto durante le fasi di maggiore emergenza climatica. Su questi temi il Governo appare ancora troppo timido. Inoltre, destano forte preoccupazione le recenti denunce del WWF riguardo alla riduzione delle risorse destinate alle Aree Marine Protette, ai Parchi Nazionali e alle Riserve Naturali Statali. Se confermata, si tratterebbe di una scelta profondamente sbagliata, che indebolisce le politiche di tutela ambientale proprio mentre la crisi climatica richiede investimenti più incisivi. Per questo chiediamo all&#8217;Esecutivo un immediato ripensamento e un impegno concreto a favore della sicurezza dei lavoratori e della salvaguardia del territorio&#8221;.</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Campania, il report Confeuro</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 12:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricambio generazionale, aziende agricole, piccoli e medi produttori, prospettive del settore primario: agricoltura in Campania tra criticità e rilancio. Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei ha analizzato e messo a sistema i dati dell’Osservatorio Statistico- Mondo Agricolo pubblicato dall’Inps nel 2025, le elaborazioni Ismea contenute nel rapporto 2024 “Giovani e Agricoltura” e i numeri del 7° Censimento [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p dir="auto" style="text-align: justify"><img class="alignleft  wp-image-400917" alt="confeuro 2" src="http://www.irpinia24.it/wp/wp-content/uploads/2026/01/confeuro-2.jpg" width="378" height="162" /><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">Ricambio generazionale, aziende agricole, piccoli e medi produttori, prospettive del settore primario: agricoltura in Campania tra criticità e rilancio. Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei ha analizzato e messo a sistema i dati dell’Osservatorio Statistico- Mondo Agricolo pubblicato dall’Inps nel 2025, le elaborazioni Ismea contenute nel rapporto 2024 “Giovani e Agricoltura” e i numeri del 7° Censimento generale dell’Agricoltura dell’Istat. Un territorio dalla storica vocazione agroalimentare, uno dei pilastri economici, sociali e identitari della regione, che negli ultimi anni ha dovuto confrontarsi con profonde trasformazioni che ne stanno modificando struttura e prospettive.</span></p>
<p dir="auto" style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><i>“Il quadro che emerge restituisce per la Campania un settore primario in evoluzione, attraversato da segnali contrastanti ma anche da dinamiche di vitalità”</i>, sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro. Partendo dalla superficie agricola utilizzata, la Sau in Campania è diminuita dell’8,3% in dieci anni, tra il 2010 e il 2020, anno del settimo e ultimo censimento generale dell’Agricoltura. Scendendo nello specifico dei territori provinciali, Caserta passa dai 107.359 ettari del 2010 agli 88.638 del 2020, con una variazione negativa del 17,4%; Benevento da 108.420 a 101.989 ettari, con una diminuzione del 5,9%; Avellino va dai 124.617 ai 119.718 ettari, con una variazione negativa del 3,9%; perdita sensibile di Sau anche per Salerno, che passa dai 185.784 ettari del 2010 ai 163.945 del 2020, con un saldo passivo dell’11,8%. In controtendenza Napoli, la cui Sau passa dai 23.088 ettari del 2010 ai 29.289 del 2020, per una variazione positiva del 26,9%. Napoli, però, detiene viceversa il negativo primato regionale della più alta percentuale di aziende agricole perse, il 55%: erano 14.311 nel 2010, appena 6.444 nel 2020. La lettura congiunta dei due dati &#8211; superficie in aumento e numero di aziende quasi dimezzato &#8211; segnala con particolare evidenza un processo di concentrazione fondiaria, con poche aziende che gestiscono superfici più ampie.</span></p>
<p dir="auto" style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">Su scala regionale, la forte diminuzione del numero di aziende in Campania &#8211; dalle 136.872 del 2010 alle 79.353 del 2020 &#8211; unitamente al decremento delle superfici, ha determinato un importante aumento della dimensione media aziendale, che passa da 4,0 a 6,3 ettari.<i> “Siamo di fronte a numeri che impongono attenzione, e l’analisi dei dati conferma come l’agricoltura campana stia attraversando una fase di profonda trasformazione strutturale</i> &#8211; osserva il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso-. <i>Siamo di fronte soltanto a una riduzione delle superfici coltivate e a una diminuzione del numero delle aziende, oppure a un vero e proprio cambiamento del modello produttivo che interessa l’intero territorio regionale? In attesa dell’Ottavo Censimento generale dell’Agricoltura, si tratta senz’altro di una dinamica che impone una riflessione attenta, perché il valore del settore primario non si misura esclusivamente in termini produttivi, ma anche per la funzione sociale, ambientale e di presidio del territorio che esso svolge, soprattutto nelle aree interne e rurali”. </i></span></p>
<p dir="auto" style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">Aziende agricole, un processo di riorganizzazione del settore? &#8211; <i>Sul versante delle imprese che occupano operai agricoli dipendenti</i> &#8211; continua Tiso, analizzando l’Osservatorio Statistico –Mondo Agricolo &#8211; <i>i dati Inps dicono per la Campania che nel 2019 le aziende erano 12.185, per scendere a 11.436 nel 2024: oltre 700 aziende in meno in appena un quinquennio”.</i> Tendenza positiva, invece, per il numero di operai agricoli dipendenti, che passa da 67.506 nel 2023 a 68.982 nel 2024: a livello regionale si è quindi verificato un incremento del 2,2%, sulla scia della media nazionale del 2,4. “<i>Da un lato </i>- spiega Tiso &#8211; <i>assistiamo a una progressiva diminuzione del numero di aziende che impiegano operai agricoli dipendenti, segnale delle difficoltà che una parte delle imprese continua a incontrare in un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi di produzione, dalla complessità burocratica e dalle incertezze dei mercati. Dall’altro, registriamo una crescita del numero complessivo di lavoratori agricoli dipendenti, elemento che testimonia la capacità del comparto campano di mantenere e creare occupazione. Questi dati sembrano indicare un processo di riorganizzazione del settore, con una maggiore concentrazione dell’occupazione in aziende più grandi. È una dinamica che può contribuire a rafforzare la competitività dell’agricoltura campana, ma che al tempo stesso impone di non trascurare il ruolo fondamentale delle piccole e medie imprese, decisive per la tenuta economica e sociale delle aree rurali. Per questo è necessario continuare a sostenere gli investimenti, favorire l’innovazione e garantire condizioni che consentano alle aziende di crescere senza perdere il legame con il territorio e con l’occupazione di qualità”</i>.</span></p>
<p dir="auto" style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">Giovani e agricoltura, una realtà tra luci e ombre &#8211; Sul fronte giovanile, infine, Confeuro ha analizzato il Rapporto Ismea, che segnala per la Campania una riduzione delle imprese agricole condotte da giovani: dalle 6.667 del 2018 alle 5.176 del 2023. Si tratta di un calo del 22,4%, con quasi 1.500 imprese in meno, poco meno di un terzo della riduzione complessiva del numero di imprese agricole under 35 in Italia. La Campania, dunque, da una parte resta una delle regioni a maggiore intensità di imprenditoria giovanile (il 9,2% delle imprese agricole è under 35), mentre dall’altra vede la propria quota sul totale nazionale calare, tra il 2018 e il 2023, dall’11,6% al 9,8%. “<i>I dati sull’imprenditoria agricola giovanile in Campania</i> &#8211; conclude il presidente Tiso &#8211; <i>raccontano una realtà fatta di luci e ombre. Da un lato, la regione continua a confermarsi tra le aree del Paese con buon potenziale di giovani alla guida delle aziende agricole, segnale del forte legame delle nuove generazioni con il settore primario. Dall’altro, la significativa riduzione del numero di imprese agricole under 35 registrata negli ultimi anni evidenzia difficoltà strutturali che non possono essere sottovalutate. Molti giovani continuano a guardare all’agricoltura come a una prospettiva professionale concreta, ma incontrano ostacoli che spesso rendono difficile consolidare e sviluppare le proprie attività. L’accesso alla terra, al credito, all’innovazione e ai mercati rappresenta ancora una sfida rilevante, soprattutto in una fase economica caratterizzata da costi crescenti e forte competizione. Per la Campania, così come per l’intera Italia, il ricambio generazionale non è soltanto una questione occupazionale, ma una condizione indispensabile per garantire il futuro del settore agricolo. Rafforzare il legame tra i giovani e il settore primario significa sostenere il nostro Paese come eccellenza agroalimentare a livello internazionale e valorizzare produzioni di qualità, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza alimentare. È quindi fondamentale comunicare efficacemente ai giovani le opportunità offerte dal comparto agricolo, anche attraverso iniziative come l’indagine nazionale “Agri Under 35 &#8211; Coltiviamo il futuro”, realizzata per Confeuro dall’Istituto Piepoli, che ha analizzato le opinioni dei giovani italiani sull’alimentazione e la loro percezione del futuro dell’agricoltura”.</i></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Il cartamo diventa una risorsa strategica</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da coltura marginale a risorsa strategica. La rivincita del Cartamo passa attraverso il progetto europeo RUNFASTER4EU, di cui sono partner Novamont e Coldiretti Campania e punta a mostrare il potenziale di una coltura strategica per filiere agricole più sostenibili. Dai terreni improduttivi alle biomasse ad alto valore.   In agenda c’è anche un importante appuntamento. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><div style="text-align: justify"><img class="alignleft  wp-image-407176" alt="cartamo-3" src="http://www.irpinia24.it/wp/wp-content/uploads/2026/06/cartamo-3.jpg" width="378" height="162" /><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">Da coltura marginale a risorsa strategica. La rivincita del Cartamo passa attraverso il progetto europeo RUNFASTER4EU, di cui sono partner Novamont e Coldiretti Campania e punta a mostrare il potenziale di una coltura strategica per filiere agricole più sostenibili. Dai terreni improduttivi alle biomasse ad alto valore.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"> </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">In agenda c’è anche un importante appuntamento. Giovedì 2 luglio 2026, alle ore 9:30, a contrada Cancelleria a Benevento, si terrà una visita in campo dedicata alle sperimentazioni sulla coltivazione del cartamo.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"> </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">Obiettivo di RUNFASTER4EU è creare una filiera bio-based sostenibile e replicabile per la coltivazione su larga scala di colture oleaginose in terreni marginali. L’idea è trasformare superfici oggi improduttive in una risorsa per l’agricoltura e per l’industria, fornendo materie prime rinnovabili da destinare alla produzione di bioprodotti ad alto valore aggiunto. Il progetto valorizza in particolare gli oli vegetali e le biomasse residue, trasformandoli in prodotti bio-based innovativi per l’agricoltura e l’industria. Il cartamo, coltura resistente e adatta a suoli meno fertili, rappresenta uno dei casi studio centrali. Il programma della giornata.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"> </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">La giornata si aprirà con il saluto introduttivo del vice presidente nazionale della Coldiretti Gennarino Masiello alla presenza del direttore di Coldiretti Benevento Remo De Ieso. A seguire, Novamont presenterà le attività sperimentali e i risultati delle prime prove di coltivazione del cartamo in campo. Subito dopo i partecipanti potranno osservare direttamente le colture e confrontarsi con i tecnici coinvolti nel progetto. L’incontro si concluderà con uno spazio dedicato a domande, confronto e scambio di esperienze tra partner del progetto, agricoltori, rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole e stakeholder del territorio. Innovazione e sviluppo per la Campania.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"> </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">Per Coldiretti Campania la visita rappresenta un’occasione concreta per far conoscere agli agricoltori le prospettive offerte dall’innovazione nel settore delle bioeconomie. I terreni marginali, spesso esclusi dalle coltivazioni tradizionali, possono diventare una leva per un’agricoltura più sostenibile, resiliente e capace di generare nuove opportunità di reddito e sviluppo per l’area beneventana.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"> </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"> </span></div>
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		<title>Confeuro promuove il vertice di Antibes</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[“Confeuro accoglie con favore gli esiti del Vertice Intergovernativo Italia-Francia svoltosi ad Antibes, che rappresenta un importante momento di confronto tra due storiche potenze agroalimentari europee e un segnale positivo per il futuro del comparto primario&#8221;. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro &#8211; Confederazione Agricoltori Europei. Ci auguriamo che il dialogo rafforzato tra Roma [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><em><img class="alignleft  wp-image-404301" alt="confeuro" src="http://www.irpinia24.it/wp/wp-content/uploads/2026/04/confeuro.jpg" width="378" height="162" />“Confeuro accoglie con favore gli esiti del Vertice Intergovernativo Italia-Francia svoltosi ad Antibes, che rappresenta un importante momento di confronto tra due storiche potenze agroalimentari europee e un segnale positivo per il futuro del comparto primario&#8221;</em>. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro &#8211; Confederazione Agricoltori Europei. <em>Ci auguriamo che il dialogo rafforzato tra Roma e Parigi possa diventare un punto di riferimento istituzionale da estendere anche agli altri grandi Paesi produttori dell&#8217;Unione Europea. Solo attraverso una visione condivisa sarà possibile difendere e consolidare le risorse destinate alla Politica Agricola Comune, valorizzare il ruolo strategico dell&#8217;agricoltura europea e garantire una tutela sempre più efficace delle nostre produzioni di qualità e delle Indicazioni Geografiche&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">Secondo Confeuro, è fondamentale rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri sulle principali sfide del settore agroalimentare, promuovendo politiche comuni capaci di coniugare competitività, sostenibilità e salvaguardia delle eccellenze territoriali. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><em>“Parallelamente</em> &#8211; conclude Tiso &#8211; <em>occorre investire in un sistema europeo di tracciabilità e di controlli anticontraffazione sempre più moderno ed efficiente, facendo leva sulle opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall&#8217;innovazione tecnologica. Solo così sarà possibile contrastare con maggiore incisività le frodi alimentari, tutelare il lavoro degli agricoltori e offrire ai consumatori maggiori garanzie sulla qualità e sull&#8217;autenticità delle produzioni agroalimentari europee”</em> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>CAR Roma, Confeuro: ampliamento strategico per l’agroalimentare</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;ampliamento del Centro Agroalimentare Roma rappresenta una notizia estremamente positiva per l’intero comparto agroalimentare e per il futuro dell’agricoltura del territorio. Si tratta di un investimento strategico da 325 milioni di euro che auspichiamo possa essere realizzato secondo tempi concreti e puntuali, affinché produca al più presto benefici tangibili per imprese, produttori e consumatori”. Così [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><img class="alignleft  wp-image-404301" alt="confeuro" src="http://www.irpinia24.it/wp/wp-content/uploads/2026/04/confeuro.jpg" width="378" height="162" />&#8220;<em>L&#8217;ampliamento del Centro Agroalimentare Roma rappresenta una notizia estremamente positiva per l’intero comparto agroalimentare e per il futuro dell’agricoltura del territorio. Si tratta di un investimento strategico da 325 milioni di euro che auspichiamo possa essere realizzato secondo tempi concreti e puntuali, affinché produca al più presto benefici tangibili per imprese, produttori e consumatori</em>”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro &#8211; Confederazione Agricoltori Europei, commenta il progetto di ampliamento del CAR, che porterà la struttura dagli attuali 140 a 200 ettari complessivi, con la previsione di circa 1.700 nuovi posti di lavoro. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">“<em>Il Centro Agroalimentare Roma costituisce un’infrastruttura essenziale per il sistema produttivo del Paese e il suo sviluppo consentirà di rafforzare la competitività della Capitale nei confronti dei principali hub agroalimentari europei e internazionali. Un polo moderno ed efficiente è fondamentale non solo per sostenere la crescita agricola della città, ma anche per valorizzare il lavoro dei piccoli e medi produttori del Lazio e dell’intero territorio nazionale, garantendo al contempo elevati standard di qualità e tracciabilità delle produzioni agroalimentari</em>”. Secondo Confeuro, il progetto potrà inoltre contribuire a rendere più efficiente la logistica del settore. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">“<em>Ci auguriamo che questo importante sviluppo infrastrutturale favorisca una riduzione dei costi di trasporto e gestione delle merci lungo la filiera, generando effetti positivi anche sul reddito degli agricoltori, troppo spesso penalizzati da margini insufficienti rispetto al valore prodotto. Confeuro ha sempre sostenuto la centralità degli investimenti infrastrutturali come leva di crescita economica e di sviluppo dei territori. Roma possiede tutte le caratteristiche per affermarsi come una vera capitale del cibo, grazie alle sue straordinarie potenzialità produttive e al ruolo strategico che ricopre nel panorama agroalimentare nazionale. Non va dimenticato, infatti, che la Capitale d’Italia è il comune agricolo più grande d’Europa: una vocazione che merita di essere sostenuta attraverso progettualità ambiziose e visioni di lungo periodo</em>”, conclude Tiso.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Caldo record, l’allarme di Confeuro</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
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		<description><![CDATA[“Confeuro segue con attenzione e preoccupazione l’ondata di caldo record che sta interessando l’Europa e l’Italia, con numerose città contrassegnate in queste ore dal bollino rosso e condizioni climatiche che mettono a dura prova cittadini, lavoratori e comparti produttivi. Siamo di fronte a un fenomeno allarmante che, purtroppo, non può più essere considerato eccezionale. L’intensificarsi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><em><img class="alignleft  wp-image-404301" alt="confeuro" src="http://www.irpinia24.it/wp/wp-content/uploads/2026/04/confeuro.jpg" width="378" height="162" />“Confeuro segue con attenzione e preoccupazione l’ondata di caldo record che sta interessando l’Europa e l’Italia, con numerose città contrassegnate in queste ore dal bollino rosso e condizioni climatiche che mettono a dura prova cittadini, lavoratori e comparti produttivi. Siamo di fronte a un fenomeno allarmante che, purtroppo, non può più essere considerato eccezionale. L’intensificarsi degli eventi estremi rappresenta l’ennesima conferma della portata del cambiamento climatico e della progressiva tropicalizzazione del nostro territorio”</em>, dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro &#8211; Confederazione Agricoltori Europei. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><em>“Di fronte a questa emergenza</em> &#8211; prosegue &#8211; <em>è indispensabile una strategia globale, fondata sulla consapevolezza scientifica e sulla responsabilità politica. Il riscaldamento del pianeta è una realtà che non può essere ignorata o minimizzata. Occorre rafforzare gli impegni internazionali per la riduzione delle emissioni e promuovere politiche efficaci di adattamento e mitigazione, superando ogni approccio negazionista &#8211; guardasi Trump &#8211; che rischia di rallentare il percorso verso la sostenibilità”</em>. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333">Sul piano nazionale, secondo Confeuro, è invece necessario affiancare alle politiche climatiche un programma immediato e strutturale di investimenti. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><em>“Servono interventi infrastrutturali concreti</em> &#8211; sottolinea il presidente nazionale di Confeuro &#8211; <em>a partire dalla riqualificazione e dalla realizzazione di opere idriche moderne ed efficienti, indispensabili per contrastare la siccità, migliorare la gestione delle risorse idriche e garantire maggiore sicurezza alle comunità e al settore agricolo”.</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"> Parallelamente, l’agricoltura deve essere accompagnata in un percorso di innovazione e resilienza: <em>“È fondamentale sostenere la ricerca, puntare sulla agroecologia, e favorire l’impiego delle Tea, le Tecniche di Evoluzione Assistita. Questi strumenti consentono di sviluppare varietà colturali più resistenti alle alte temperature, alla scarsità d’acqua e agli effetti dei cambiamenti climatici, assicurando maggiore produttività, sostenibilità e competitività alle imprese agricole italiane. In sintesi: innovazione e infrastrutture devono procedere di pari passo. Solo attraverso una visione lungimirante e investimenti adeguati potremo difendere il patrimonio agricolo nazionale, tutelare il lavoro degli agricoltori, salvaguardare il pianeta e garantire sicurezza alimentare alle future generazioni”.</em> conclude Andrea Tiso.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Confeuro: sì alle Ntg per un&#8217;agricoltura più sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Confeuro accoglie con soddisfazione l’approvazione da parte del Parlamento Europeo del nuovo quadro normativo sulle Nuove Tecniche Genomiche (Ngt), finalizzato a favorire lo sviluppo di varietà vegetali più resistenti ai cambiamenti climatici e ai parassiti, capaci di garantire maggiori rese produttive e un minore ricorso a pesticidi e prodotti chimici. Si tratta di un passaggio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify"><span style="color: #333333;font-family: georgia, palatino;font-size: small"><em><img class="alignleft  wp-image-404301" alt="confeuro" src="http://www.irpinia24.it/wp/wp-content/uploads/2026/04/confeuro.jpg" width="324" height="139" />&#8220;Confeuro accoglie con soddisfazione l’approvazione da parte del Parlamento Europeo del nuovo quadro normativo sulle Nuove Tecniche Genomiche (Ngt), finalizzato a favorire lo sviluppo di varietà vegetali più resistenti ai cambiamenti climatici e ai parassiti, capaci di garantire maggiori rese produttive e un minore ricorso a pesticidi e prodotti chimici. Si tratta di un passaggio significativo verso un modello agricolo sempre più competitivo, innovativo e sostenibile”. </em>Così Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei, commenta il via libera dell’Eurocamera. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #333333;font-family: georgia, palatino;font-size: small"><em>“Le nuove disposizioni &#8211; </em>prosegue Tiso<em> &#8211; distinguono opportunamente le piante ottenute mediante Ngt in due categorie differenti. La prima, denominata Ngt-1, comprende varietà sviluppate attraverso processi di miglioramento genetico assimilabili a quelli naturali o tradizionali, intervenendo esclusivamente su geni già presenti nella pianta. Confeuro è favorevole a questa categoria e riteniamo questa innovazione tecnologica pienamente compatibile con un’agricoltura moderna e sostenibile. Diversa è invece la valutazione sulla categoria Ngt-2, che comprende organismi caratterizzati da modificazioni genetiche più ampie e complesse e che, per alcuni aspetti, presentano caratteristiche più vicine agli Ogm. Per questo motivo riteniamo fondamentale che il nuovo impianto normativo europeo garantisca strumenti rigorosi di tracciabilità ed etichettatura obbligatoria, affinché tali produzioni siano chiaramente distinguibili. La trasparenza nei confronti dei consumatori rappresenta infatti un principio imprescindibile. </em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #333333;font-family: georgia, palatino;font-size: small"><em>Confeuro &#8211; </em>conclude il presidente<em> &#8211; conferma il proprio orientamento favorevole nei confronti delle Tecniche di Evoluzione Assistita e delle nuove tecniche genomiche, considerate strumenti strategici per rafforzare la sicurezza alimentare europea in una fase storica caratterizzata da forti criticità economiche e geopolitiche. L’agricoltura sta vivendo una profonda trasformazione, guidata dall’innovazione scientifica e tecnologica. Per questo è indispensabile continuare a sostenere la ricerca nel settore primario, così da preservare la competitività delle imprese agricole europee e affrontare con efficacia le grandi sfide del nostro tempo: dal cambiamento climatico all’aumento degli eventi estremi, fino alla necessità di incrementare la produzione alimentare riducendo al contempo l’impiego di risorse naturali, fitofarmaci e antibiotici&#8221;.</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Agricoltura, fiducia nell’intesa</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 12:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;L’intesa preliminare raggiunta tra Usa e Iran, che dovrebbe culminare con la firma dell’accordo di pace prevista a Ginevra il prossimo 19 giugno, rappresenta una notizia di grande rilevanza sul piano umanitario, sociale ed economico. La fine di un conflitto inutile e dannoso costituisce un segnale positivo per la stabilità internazionale e per tutti i [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><em><img class="alignleft  wp-image-406678" alt="confeuro" src="http://www.irpinia24.it/wp/wp-content/uploads/2026/06/confeuro.jpg" width="378" height="162" />&#8220;L’intesa preliminare raggiunta tra Usa e Iran, che dovrebbe culminare con la firma dell’accordo di pace prevista a Ginevra il prossimo 19 giugno, rappresenta una notizia di grande rilevanza sul piano umanitario, sociale ed economico. La fine di un conflitto inutile e dannoso costituisce un segnale positivo per la stabilità internazionale e per tutti i comparti produttivi, a partire dall’agricoltura, che negli ultimi mesi ha subito pesanti ripercussioni a causa dell’aumento dei costi energetici, logistici e delle materie prime, inclusi i fertilizzanti chimici”</em>. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: georgia, palatino;font-size: small;color: #333333"><em>“Ci auguriamo &#8211; </em>prosegue<em> &#8211; che l’accordo sia completo, credibile e soprattutto duraturo. La comunità internazionale ha bisogno di certezze e stabilità, non di soluzioni temporanee o di brevi parentesi diplomatiche. In questo senso, auspichiamo che Trump mantenga una linea coerente, contribuendo al consolidamento di un percorso di pace che deve essere sostenuto e rafforzato nel tempo. Guardiamo inoltre con favore alla prospettiva della piena riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per i traffici energetici mondiali. Una normalizzazione della situazione potrebbe favorire una progressiva riduzione dei costi del gasolio e della logistica, contribuendo ad attenuare le spinte inflazionistiche che hanno gravato su imprese agricole e famiglie. Ue e Italia -</em> conclude il presidente di Confeuro<em> &#8211; sostengano con convinzione questo percorso di pace, affiancandolo a una strategia volta a ridurre la dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti chimici dai Paesi terzi. Occorre investire maggiormente in agroecologia, agricoltura rigenerativa, concimi organici e pratiche sostenibili. Al tempo stesso, è fondamentale mantenere gli strumenti di sostegno attivati negli ultimi mesi su fertilizzanti ed energia e prevedere, nella futura Pac, misure di liquidità immediata per le piccole e medie aziende agricole nei momenti di crisi geopolitica. Per tutelare e rilanciare il settore primario non servono miracoli, ma politiche stabili, lungimiranti e capaci di garantire continuità e sviluppo&#8221;</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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